Siria, violenza senza tregua. Il mondo arabo adesso si muove

Un manifesto di Assad dato alle fiamme in Siria (Credit: Getty)
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Un’altra giornata di sangue, la repressione di Assad non conosce soste. Ma dopo la settimana più violenta degli ultimi mesi, interviene il re Abdullah: "Quello che sta succedendo è inaccettabile". E gli hacker di Anonymous colpiscono un sito del governo

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In Siria è un nuovo giorno di scontri, soprusi e violenze. Il presidente Bashar al-Assad sta portando avanti un'azione militare nel cuore dell'area tribale a maggioranza sunnita, con un'escalation di violenze e repressioni sui manifestanti.
Il re Abdullah, sovrano assoluto dell'Arabia Saudita, ha rotto il silenzio all'interno del mondo arabo dopo la settimana più sanguinosa degli ultimi cinque mesi di rivolte finalizzate a maggiori libertà politiche in Siria. Abdullah ha chiesto la fine dello spargimento di sangue e ha richiamato il suo ambasciatore a Damasco.
Si tratta dell'atto di critica più duro mai rivolto dal gigante petrolifero a un paese a maggioranza islamica dall'inizio della "primavera araba" che, da gennaio, ha portato alla destituzione di autocrati in Tunisia ed Egitto e al conflitto in Libia.
"Quello che sta succedendo in Siria non è accettabile per l'Arabia Saudita", ha dichiarato il re in una nota scritta, diffusa dalla televisione satellitare Al Arabiya. “La Siria dovrebbe pensare saggiamente, prima che sia troppo tardi, a emanare e mettere in pratica riforme che non siano semplici promesse ma riforme effettive", ha dichiarato Abdullah. "O sceglie la strada della saggezza per conto suo o (il presidente) sarà abbattuto nel disordine e nella sconfitta".

L'assalto a Deir al-Zor - La dichiarazione ha seguito messaggi analoghi, diffusi sabato dalla Lega Araba e dal Consiglio di Cooperazione del Golfo. In contemporanea alla condanna saudita, i carri armati e i militari siriani si sono riversati nella città orientale sunnita di Deir al-Zor, facendo segnare uno dei momenti più sanguinosi della rivolta contro Assad, che continua da cinque mesi.
"Veicoli corrazzati stanno sparando pesantemente nel distretto di al-Hawiqa. Gli ospedali privati sono chiusi e le persone hanno paura di portare i feriti in strutture statali perché controllate dalla polizia segreta", ha detto per telefono a Reuters un abitante di nome Mohammad, aggiungendo che da domenica sono morte almeno 65 persone solo nella città di Deir al-Hawiqa.

L'appello dell'Onu - Le autorità siriane hanno negato di aver attaccato Deir al-Zor, sostenendo che "neanche un carro armato è entrato" nella città. Il primo ministro turco Tayyip Erdogan, che ha coltivato buoni rapporti con Assad prima di criticarlo duramente, ha detto che il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu visiterà la Siria martedì.
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha rinnovato dal Giappone l'appello lanciato sabato in una conversazione telefonica con Assad, in cui chiedeva al presidente siriano di tenere a freno l'esercito.

Il sostegno di Anonymous - Anonymous, il collettivo hacker celebre per il sostegno a Wikileaks, ha attaccato il sito del ministero della Difesa siriano. La tecnica utilizzata è quella del "defacement", ovvero sostituire la home page di un sito con un'altra. "Il mondo è con voi contro il brutale regime di Bashar Assad, Sappiate che il tempo e la storia è dalla vostra parte - si legge nella pagina creata dagli hacker -. I tiranni usano la violenza perché non hanno altro. Tutti loro cadranno, Assad è il prossimo".

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