Libia, ucciso il capo di stato maggiore dei ribelli

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Il generale Abdel Fattah Younes sarebbe caduto vittima di un'imboscata a Bengasi. Era sospettato di fare il doppio gioco a favore di Gheddafi. Gli assassini sono stati arrestati

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Il generale Abdel Fattah Younes, capo di stato maggiore delle forze dei ribelli libici, è stato ucciso giovedì 28 luglio in un agguato mentre si trovava a Bengasi, secondo quanto ha annunciato un portavoce del Cnt in una conferenza stampa diffusa dalla Tv satellitare Al Jazira. Con lui sono morti anche due colonnelli.

Il portavoce del Consiglio nazionale di Transizione libico (Cnt) ha affermato che  Younes è stato ucciso dopo che nel pomeriggio era stato convocato dagli stessi insorti per un interrogatorio dove avrebbe dovuto chiarire sui presunti legami tra alcuni suoi parenti e il regime di Muammar Gheddafi. "Younes è stato ucciso da alcuni assalitori che gli avevano teso un'imboscata. Il capo del commando è stato poi arrestato", ha affermato la stessa fonte.  In giornata si erano diffuse notizie, non confermate, dell'arresto di Younes, da parte dei ribelli libici con l'accusa di avere contrabbandato armi alle forze pro-Gheddafi, sottolineando il suo ruolo da "doppiogiochista". Altre notizie avevano parlato di una sua "convocazione" dal fronte a Bengasi per colloqui o interrogatori.

A Tripoli intanto sono state avvertire due forti esplosioni. Le esplosioni si sono susseguite a distanza di pochi minuti l'una dall'altra, subito dopo la notizia della morte del comandante delle forze militari degli insorti, generale Younes. Le due esplosioni sono state avvertite intorno alle 22:20 locali (la stessa ora in Italia). Pochi minuti dopo pare che vi sia stata anche una terza esplosione mentre la Tv libica annunciava che aerei della Nato stavano sorvolando la capitale.

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