I Murdoch e la Brooks ai Comuni, 5 ore di domande e risposte

James e Rupert Murdoch alla Camera dei Comuni
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Audizione in Parlamento dopo la scandalo intercettazioni del News of the World. "Il giorno più umiliante della mia vita, sono stato ingannato", ha detto l'ad di News Corp Rupert Murdoch. Unica pausa durante un tentativo di aggressione. VIDEO E FOTO

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(guarda in fondo all'articolo tutti i video dell'audizione)

Si è conclusa con l'audizione di Rebekah Brooks la giornata alla Camera dei Comuni di Londra, dove sono stati ascoltati anche James e Rupert Murdoch in merito allo scandalo intercettazioni del News of the World (qui la trascrizione integrale dell'audizione).
La loro audizione è stata interrotta bruscamente, salvo poi riprendere regolarmente, in seguito al tentativo di aggressione contro il numero uno di News Corp da parte di un dimostrante (GUARDA IL VIDEO). Un uomo, con indosso una camicia a scacchi, si è avvicinato a Rupert Murdoch e gli ha lanciato un piatto pieno di schiuma. E' stata la moglie del magnate Wendi a fermare l'aggressore, Jonnie Marbles, che è poi stato portato via ammanettato.
Per primo, durante l'audizione, ha preso la parola James Murdoch, Deputy Chief Operating Officer e Chairman and CEO, International, News Corporation. "Siamo dispiaciuti per le vittime delle intercettazioni" ha detto alla Commissione Cultura, media e sport della Camera dei Comuni che lo ha ascoltato insieme con il padre Rupert (GUARDA LE FOTO) sullo scandalo intercettazioni. Interrompendo per un attimo la dichiarazione del figlio, Rupert Murdoch, Chairman and Chief Executive Officer di News Corp, si è rivolto al Parlamento: "Questo è il giorno più umiliante della mia vita". Ma ha assicurato: "Non sono io il responsabile, sono stato ingannato".
Dopo la loro audizione è stata la volta di Rebekah Brooks, l'ex ad di News International, arrestata nei giorni scorsi per poi essere rilasciata su cauzione dopo 12 ore di interrogatorio.

James Murdoch: "Ci dispiace. L'azienda ha avviato i risarcimenti" -  "Siamo determinati a raddrizzare le cose", ha detto James Murdoch assicurando che l'azienda "si è scusata senza riserve" per lo scandalo intercettazioni, ammettendo "le sue responsabilità" e avviando "una serie di risarcimenti". Quanto accaduto "è motivo di grande rammarico, mio, di mio padre e di tutti alla News Corporation (gruppo editoriale di cui fa parte anche Sky Italia). Queste azioni non corrispondono agli standard a cui aspira la nostra azienda in tutto il mondo ed è nostra ferma intenzione mettere le cose a posto, per fare in modo che queste situazioni non si verifichino di nuovo e per essere l'azienda che abbiamo sempre voluto essere", ha aggiunto il figlio del magnate australiano.
James Murdoch ha messo poi a tacere le voci secondo cui sarebbe imminente l'uscita di un'altra testata al posto di News of the World: non vi sono piani "per il momento" di lanciare sul mercato britannico un nuovo tabloid domenicale del gruppo News International.
Per James Murdoch è comunque "necessario che ripensiamo la nostra etica nel giornalismo", mentre il padre Rupert ha affermato che una stampa competitiva è un bene per la Gran Bretagna.

Rupert Murdoch: "Sono stato ingannato" - Dopo l'intervento di James ha preso la parola Rupert Murdoch. "Non so chi ha mentito": ha detto. News of the World rappresenta solo l'"1 per cento, una minima parte del nostro gruppo". E ha aggiunto: "Ho 53 mila dipendenti e delego ad altri la gestione degli affari correnti. Non è una scusa ma una giustificazione". Spendo molto tempo con il Wall Street Journal ma News of the World "mi è sfuggito, forse perché era piccolo" ha spiegato.
Il numero uno di News Corp ha affermato di aver sempre detto la verità ma di "essere stato chiaramente ingannato". Murdoch ha detto che non sapeva che News of the World avesse pagato poliziotti in cambio di informazioni nel 2003.
Il magnate australiano ha rifiutato di assumersi la responsabilità finale "per questo fiasco". E chi è responsabile? "La gente alle mie dipendenze o forse la gente alle loro dipendenze", ha risposto alla commissione.
"Abbiamo perso la fiducia dei nostri lettori, ma siamo stati chiaramente ingannati e sta alla polizia scoprire da chi. Non è il mio lavoro entrare nel lavoro della giustizia - ha continuato il presidente e amministratore delegato di News Corp -  Ho chiuso News of the World perché mi vergognavo".
Nella lunga audizione ai Comuni, Rupert Murdoch ha citato anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, definendolo "un concorrente difficile in Italia".

Milly Dowler e le vittime dell'11 settembre - Rupert Murdoch ha detto di essere stato "scioccato, sconvolto e pieno di vergogna" nell'apprendere, due settimane fa, che il cellulare di Milly Dowler, la ragazzina uccisa da un maniaco nel 2002, era stato intercettato. E ha affermato di non esser stato informato dei maxi risarcimenti con cui News International ha chiuso i casi di intercettazioni di Gordon Taylor e Max Clifford prima che arrivassero in tribunale.
Ruper Murdoch ha poi sottolineato che non c'è prova che "le vittime dell'11 settembre siano state spiate da giornalisti di News Corp". E ha aggiunto: "Non posso credere che possa essere successo a nessuno in America. Se dovessi avere elementi aprirei un'inchiesta". "Non abbiamo visto prove di questo e per quel che ne sappiamo neanche l'Fbi. Se ce le hanno le tratteremmo nello stesso modo con cui trattiamo qui lo scandalo delle intercettazioni".

Rupert Murdoch: "A Downing Street entrai dalla porta posteriore" - Quanto ai rapporti con il primo ministro britannico, Rupert Murdoch ha detto di essere stato invitato a Downing Street per essere ringraziato dell'appoggio dato a David Cameron alle elezioni. Quando gli è stato chiesto perché fosse entrato dalla porta posteriore, ha detto che fu per decisione dello staff del primo ministro. Così come d'altronde aveva fatto anche con Brown. Comunque, ha detto, con Cameron "non abbiamo parlato di politica".

James Murdoch: "Su Rebekah non abbiamo prove" - Su Rebekah Brooks James Murdoch ha detto: "Non ho prove che la Brooks e gli altri fossero a conoscenza delle intercettazioni. Le dimissioni sono state accettate ma non abbiamo prove che lei e gli altri non abbiano avuto un comportamento inappropriato".
Nell'audizione Rupert Murdoch ha difeso l'ex ad di News International. "Mi fidavo di Rebekah, mi fido. Ecco perché non ho accettato le sue dimissioni la prima volta che le ha presentate". Il numero uno di News Corp ha aggiunto di averle accolte la seconda volta perché "era estremamente angosciata". Alla domanda se si fosse pentito di aver chiuso il domenicale News of the World per "salvare la testa" di Rebekah ha risposto che le due decisioni "non erano in alcun modo collegate".

James Murdoch: pagate spese legali del detective Glenn Mulcaire - James Murdoch ha ammesso che News Corporation ha pagato alcune delle spese legali di Glenn Mulcaire, il detective condannato nel 2007 per le intercettazioni. Murdoch ha detto di non essere al corrente dello "status preciso di questo accordo" e di non poter quindi escludere che la società stia ancora pagando le spese dell'investigatore.

Rupert Murdoch: "Mai pensato a dimissioni" - Rupert Murdoch non ha mai pensato alle dimissioni. Perché? "Persone di cui mi fidavo mi hanno deluso. Io sono la persona migliore per fare pulizia" ha detto. Proprio martedì 19 luglio il Wall Street Journal, giornale del gruppo, ha scritto che Rupert Murdoch avrebbe pensato, già da prima dello scandalo intercettazioni, alla possibilità di cedere la guida di News Corp all'attuale chief operating officer Chase Carey. Murdoch resterebbe nel gruppo in veste di presidente esecutivo.

Rebekah Brooks: "Abbiamo agito in maniera veloce e decisiva" - L'ex direttore di News International, Rebekah Brooks, ha iniziato l'audizione porgendo le sue scuse: "Vorrei aggiungere le mie scuse personali a quelle fatte da James e Rupert Murdoch". "Credo che abbiamo agito in maniera veloce e decisiva - ha poi aggiunto - Sono le nostre prove che hanno aperto l'inchiesta del 2011. Abbiamo seguito molte indagini interne. Abbiamo ammesso le responsabilità civili e abbiamo cercato di patteggiare dove si poteva".
La Brooks ha anche ammesso di aver utilizzato dei detective privati per ottenere informazioni, pratica – ha spiegato - molto comune nella stampa britannica. "News of the World - ha affermato - ha utilizzato detective privati come molti giornali di Fleet Street e io ne ero al corrente".
Quanto al caso del cellulare di Milly Dowler, la Brooks ha detto: "Ho saputo solo due settimane fa che era stato violato".

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