Afghanistan, Obama annuncia il ritiro Usa: "Via nel 2014"

Il presidente Usa Obama durante l'annuncio (Credit: Getty)
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A quasi 10 anni dall’inizio del conflitto, il presidente in un discorso alla nazione e al mondo ha spiegato che 33mila soldati torneranno a casa entro l’estate 2012. I talebani: la jihad continuerà. Il capo di stato maggiore Mullen: "Decisione rischiosa"

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Trentatremila soldati americani di stanza in Afghanistan torneranno a casa entro l'estate del prossimo anno: lo ha annunciato nella notte tra mercoledì e giovedì 23 giugno il presidente Usa, Barack Obama, e sarà il primo passo verso la fine della lunga, cruenta e costosa guerra. Una conclusione - ha detto - che punta a rilanciare il ruolo dell'America e a risollevare le sorti della sua economia. "Questo è l'inizio del nostro sforzo per metter fine alla guerra", ha detto dalla Sala Est della Casa Bianca Obama.

33 mila soldati via nel 2012 - Già il prossimo mese comincerà il ritiro dei primi soldati, 10mila uomini rientreranno entro la fine dell'anno e ne seguiranno circa 23mila entro la fine della prossima estate. Il resto tornerà a casa a poco a poco, per completare il rientro nel 2014, la data concordata nel vertice della Nato dello scorso novembre a Lisbona.

Più importanza al fronte interno - Obama ha promesso che gli Stati Uniti, a un punto cruciale della loro politica - che faticano a recuperare l'immagine all'estero, a risanare l'economia e ad abbassare il tasso di disoccupazione- mettono fine in tal modo al decennio di avventure militari, messo in moto dagli attacchi dell'11 settembre 2001. Washington non cercherà più di costruire un "perfetto" Afghanistan da una nazione traumatizzata da una storia sanguinaria, ha detto il presidente, in un discorso di 13 minuti (trasmesso in primetime), ma si dedicherà invece al fronte interno: "America - ha detto - è tempo di concentrarsi sul costruire una nazione a casa".

La risposta dei talebani - "Che vi sia una forza grande o piccola, noi continueremo la nostra jihad (guerra santa) fino a che l'ultimo soldato straniero non avrà abbandonato la nostra terra". Lo ha detto all'Ansa il portavoce dei talebani afghani, Zabihullah Mujahid, replicando all'annuncio del presidente degli Usa. "La riduzione delle forze americane in Afghanistan non è la soluzione del problema – ha aggiunto - nella sostanza gli americani non hanno alcuna intenzione di lasciare l'Afghanistan".
Da una parte infatti, ha spiegato Mujahid, in una intervista via e mail, "gli Usa annunciano una riduzione del numero delle loro truppe, mentre dall'altra cercano di realizzare investimenti a lungo termine e di ottenere la costituzione di basi militari". Per l'Emirato islamico dell'Afghanistan, ha infine detto, "la riduzione delle truppe non significa nulla".

Critico il capo di stato maggiore Mullen - Sulla scelta di Obama ha manifestato la sua contrarietà il capo di stato maggiore delle Forze armate Usa, l'Ammiraglio Mike Mullen. "La decisione del presidente Usa Barack Obama" di ritirare 33 mila uomini dall'Afghanistan entro l'estate 2012, "è più aggressiva e comporta più rischi di quanto fossi inizialmente pronto ad accettare" ha detto.

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