Libia, Robert Gates: “Missione a rischio per lacune Nato”

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Il segretario americano alla Difesa denuncia “le carenze di investimenti e di largo consenso politico” che potrebbero compromettere l’efficacia delle operazioni. La Norvegia intanto annuncia il suo ritiro dalla coalizione dall’1 agosto. LO SPECIALE

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Le "lacune" della Nato, materiali o politiche, potrebbero "compromettere" l'efficacia della missione dell'alleanza in Libia. Lo ha detto il segretario americano alla Difesa Robert Gates a Bruxelles, all'indomani della ministeriale dell'Alleanza atlantica che si è conclusa senza alcun impegno da parte dei Paesi membri a fare di più nell'operazione "Unified Protector". Secondo il segretario di Stato alla Difesa, al suo "ultimo discorso politico" prima di andare in pensione lasciando il posto a Leon Panetta, è "dolorosamente evidente che le lacune di investimenti e di largo consenso politico" hanno "il potenziale di compromettere le possibilità di condurre una campagna militare integrata, efficace e duratura".
Gates ha poi parlato di una possibile "alleanza a due velocità" divisa tra paesi che vogliono investire politicamente ed economicamente a favore "dei vitali interessi dell'Europa" e chi preferisce "sostenere solo operazioni umanitarie". Il segretario di Stato ha anche criticato l'impegno europeo, che in Afghanistan, a fronte di una disponibilità di due milioni di soldati, "ha fatto fatica a passare dai 20.000 uomini schierati nel 2006 ai 40.000 di oggi".

La Norvegia annuncia il suo ritiro - Le dichiarazioni di Gates arrivano poco prima della notizia che la Norvegia, che partecipa con sei caccia F-16 alla missione Nato in Libia, ha annunciato che interromperà la propria partecipazione ai raid aerei a partire dal primo agosto, due mesi prima della fine del mandato dell'Alleanza.

Attacco del regime a Misurata: 10 vittime - La guerra, intanto, va avanti. Nuovi raid della Nato si sono registrati nella notte tra giovedì 9 e venerdì 10 giugno su Tripoli e su alcune zone limitrofe. Negli ultimi giorni i bombardamenti della Nato contro la capitale libica si sono intensificati e si cominciano a verificare occasionalmente anche di giorno. Molte delle esplosioni hanno interessato la residenza-bunker del colonnello Muammar Gheddafi, che secondo l'Alleanza sarebbe in gran parte distrutta.
E la reazione del regime non si è fatta attendere: le truppe fedeli al raìs hanno attaccato Misurata, uccidendo dieci persone e ferendone altrettante e, stando a quanto riferito dalla tv di Stato, avrebbero anche abbattuto un elicottero francese. Una notizia, questa, smentita dal comando della Nato.

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