Batterio killer: germogli di nuovo "incriminati"

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Tornano sotto accusa i legumi come la soia, prodotti in un'azienda biologica tedesca della Bassa Sassonia che è stata chiusa. La Russia revoca il divieto di importazione di verdure dall'Unione europea ma chiede "garanzie di sicurezza". VIDEO

Sarebbero i germogli di legumi la più probabile fonte dell'epidemia causata da una variante del batterio Escherichia Coli che finora ha provocato la morte di 30 persone in Europa.  Circa la metà dei casi registrati in cinque regioni tedesche sono riconducibili infatti a germogli prodotti in una azienda della Bassa Sassonia, che è stata chiusa.
Lo hanno reso noto le autorità sanitarie tedesche in un comunicato congiunto diffuso oggi giovedì 10 giugno. Finora, sottolinea la nota, su 55 casi di registrati in cinque regioni, 26 (oltre il 47%) sono legati a germogli prodotti dall'azienda sotto accusa.

"Sono i germogli di legumi", ha detto Reinhard Burger, responsabile del Robert Koch Institute, il centro tedesco per il monitoraggio della malattia. "Dà molta soddisfazione presentare questa scoperta oggi, essere capaci di isolare la causa e fonte dell'infezione", ha aggiunto Burger. "E' il risultato dell'intensa cooperazione tra la autorità sanitarie e alimentari tedesche". "Le persone che hanno consumato germogli (di legumi) hanno nove volte più probabilità degli altri di avere diarrea sanguinolenta", ha precisato aggiungendo che "l'epidemia non è finita".

La prima conferma è poi arrivata dalle autorità sanitarie del Nord Reno-Westfalia (Nrw), una regione a Ovest della Germania, che hanno scoperto tracce del batterio su campioni di germogli di legumi. Lo ha annunciato il ministero del Land per la Protezione dei consumatori, dopo le notizie trapelate in mattinata. Non è  stato ancora specificato quale tipo di germoglio, ma la confezione sotto accusa proviene dall'azienda della Bassa Sassonia sospettata di essere al centro dell'epidemia di E. Coli.

I germogli sono molti popolari in Germania, dove vengono serviti in insalata e spesso nei panini. Molte delle circa 3.000 persone che finora si sono ammalate, con sintomi come infezioni intestinali, non sanno se svilupperanno la sindrome emolitico-uremica (Seu), che distrugge le cellule rosse e causa gravi problemi al fegato.

Intanto la Russia ha dato l'ok per revocare il divieto di importazione di verdure dall'Unione europea, a patto che la Ue fornisca garanzie di sicurezza. Impegno che è subito arrivato dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso durante una conferenza stampa a Bruxelles. I certificati di sicurezza richiesti, ha detto Barroso, arriveranno a Mosca al più tardi sabato. La Ue, che nel 2010 ha esportato in Russia verdure per 600 milioni di euro, aveva protestato con Mosca e affermato che il bando non aveva alcuna giustificazione scientifica.

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