Libia, esplosioni a Tripoli. Fumo dal bunker di Gheddafi

Una foto d'archivio di un attacco al compound di Gheddafi a Tripoli
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Non si fermano i raid della Nato che si sono intensificati negli ultimi giorni sulla capitale. Preso di mira ancora una volta il compound del raìs a Bab al-Aziziya. E gli insorti conquistano unì'altra città, Yafran. LO SPECIALE

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In Libia si continua a combattere senza sosta. Forti esplosioni hanno scosso  Tripoli, in quello che il governo libico ha definito un attacco aereo della Nato su compound militari nella capitale, dopo che nei giorni scorsi i ribelli libici hanno conquistato una città della Libia occidentale.
I raid, rari durante il giorno, hanno colpito il centro della città per circa mezz'ora prima di mezzogiorno, con nuvole di fumo nero che si sono innalzate verso il cielo. Anche nelle prime ore del pomeriggio violente esplosioni sono risuonate nella capitale a poca distanza l'una dall'altra, con i testimoni che hanno descritto gli attacchi di oggi come i più pesanti su Tripoli dall'inizio delle operazioni occidentali in Libia.

I raid della Nato, che vanno avanti da marzo, di solito avvengono di notte. Alcune delle bombe sembra siano cadute nei pressi del vasto complesso residenziale di Gheddafi a Bab al- Aziziya. Un funzionario libico, parlando con un altoparlante in un hotel dove fanno base giornalisti stranieri, ha detto che i raid hanno colpito il compound della Guardia Popolare e quello della Guardia Rivoluzionaria.
Il funzionario non ha parlato di vittime, e ha detto che non sarà possibile per i giornalisti accedere ai siti perché non sono aperti ai civili. La capitale libica e le zone limitrofe sono state spesso attaccate dalla Nato negli ultimi giorni, con raid aerei che hanno colpito la città e le periferie ogni poche ore.

La tv libica, nella tarda serata di lunedì 6 giugno, ha detto che la Nato ha bombardato il quartiere di al-Karama e una stazione civile per le telecomunicazioni.
La Nato ha invece fatto sapere di aver colpito un obiettivo militare di "comando e controllo". "Finché Gheddafi continuerà a minacciare i civili, la Nato manterrà la sua pressione sul regime e continuerà a minare la sua capacità di attaccare il popolo libico", ha detto il comandante della Nato in Libia, il generale Charles Bouchard. I ribelli controllano la Libia orientale, la città di Misurata a ovest e parte delle zone montuose vicino al confine con la Tunisia, ma non sono riusciti ad avanzare verso la capitale, respinti dalle forze di Gheddafi meglio equipaggiate, nonostante i raid della Nato. Gli insorti hanno conquistato Yafran, a 100 chilometri a sudovest di Tripoli, dopo che gli aerei da guerra britannici hanno distrutto due carri armati e due blindati per il trasporto di personale il 2 giugno scorso.

La Farnesina e l’ipotesi Prodi mediatore
- "Non siamo al corrente della candidatura" dell'ex premier Romano Prodi come mediatore Onu per la Libia, per questo "non possiamo essere né favorevoli né contrari". Lo ha detto il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, nel consueto briefing settimanale con la stampa, rispondendo ad una domanda sulla posizione del governo italiano in merito a queste indiscrezioni. "Non è una cosa transitata per i governi - ha spiegato Massari - e non posso che ribadire quanto già detto nella riunione del gruppo di Contatto di Roma il 5 maggio, e cioè che è importante che gli sforzi per una mediazione politica siano il più possibile coordinati dall'Onu e in particolare dal suo inviato speciale Abdelilah Al Khatib".

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