Golan, l'esercito israeliano spara sui dimostranti. VIDEO

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Decine di morti e centinaia di feriti sul confine con la Siria. Palestinesi e siriani si sono lanciati all'assalto dei reticolati di frontiera, i militari hanno risposto prima con i lacrimogeni e poi anche con le armi

Nell'anniversario della Naksa - la sconfitta degli eserciti arabi nella guerra dei sei giorni del 1967 - centinaia di dimostranti siriani e palestinesi si sono lanciati all'assalto dei reticolati di frontiera presidiati dall'esercito israeliano sulle alture occupate del Golan. I militari israeliani hanno risposto prima con i lacrimogeni e poi anche con le armi. Sul terreno a fine giornata sarebbero rimasti una decina di morti e oltre 200 i feriti, secondo la Tv di stato siriana. Fonti israeliane parlano solo di feriti.

In un'atmosfera di mobilitazione regionale, l'esercito israeliano ha elevato lo stato di allerta su diversi fronti. Ma al confine con il Libano, in Cisgiordania e ai margini della striscia di Gaza la giornata di domenica 5 è trascorsa relativamente tranquilla.

Sul Golan invece aspri scontri sono proseguiti per tutta la giornata, ad ondate, ed in serata hanno assunto una piega drammatica quando sul versante siriano sono esplose diverse mine anticarro. I dimostranti non si sono dispersi nemmeno al calar delle tenebre, nell'evidente speranza di approfittare dell' oscurita' per penetrare nel Golan controllato da Israele: così come avvenne il 15 maggio scorso, in occasione della Giornata della Naqba (il termine arabo che indica il 'disastro' della costituzione dello Stato di Israele, nel 1948).

Fin dalla mattina il premier Benyamin Netanyahu aveva confermato al governo di aver ordinato all'esercito di agire "con autocontrollo e con determinazione" per impedire ai dimostranti provenienti dalla Siria di abbattere di nuovo le barriere di frontiera sul Golan. I primi incidenti si sono verificati nella 'Collina delle urla', nei pressi del centro druso di Majdal Shams, dove centinaia di dimostranti palestinesi e siriani provenienti da Damasco si sono lanciati contro le postazioni israeliane.

Mediante megafoni, i militari hanno allora avvertito in arabo che chi avesse oltrepassato i reticolati di confine sarebbe stato colpito da proiettili. Poi hanno sparato in aria, a scopo dissuasivo. Infine hanno sparato alle gambe di chi maggiormente si esponeva. In questa fase il bilancio delle vittime è rimasto contenuto. "Una ventina di persone sono state colpite" ha detto nel pomeriggio un portavoce militare israeliano. La Tv siriana, da parte sua, riferiva allora di tre morti.

Ma alcune ore dopo oltre un migliaio di persone si sono radunate a Quneitra (nella zona centrale del Golan) per cercare di forzare da là le linee israeliane. Fonti israeliane sostengono che i dimostranti hanno lanciato bottiglie incendiarie e hanno provocato incendi locali i quali, a loro volta, hanno fatto esplodere diverse mine anticarro. In serata da Damasco e' giunto un bilancio ufficioso di 14 morti e di cento contusi, intossicati e feriti. Israele non è stato in grado di commentare queste stime.

Ma sul piano politico Israele accusa oggi le autorita' siriane di aver organizzato una "provocazione" di vaste dimensioni, allo scopo di "distogliere la attenzione mondiale" dai gravi fatti di sangue in corso in quel Paese nelle ultime settimane e di allentare la pressione sul regime di Bashar Assad.

Da parte palestinese si afferma che quello di domenica 5 è solo un episodio di una campagna molto più vasta. Dopo il 15 maggio, dopo il 5 giugno, ci saranno altre giornate di mobilitazione palestinese: in Cisgiordania, a Gaza, nei Paesi confinanti, e nello stesso territorio israeliano fra la minoranza araba. Il prossimo appuntamento e' per il 7 giugno (anniversario della occupazione israeliana di Gerusalemme est, nel 1967). A luglio ci sarà l'anniversario della condanna internazionale della barriera di sicurezza in Cisgiordania. E a settembre l'attesa proclamazione alle Nazioni Unite di uno stato palestinese indipendente.

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