Pakistan, gli americani uccidono uno dei leader di Al Qaeda

Ilyas Kashmiri
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Si chiamava Ilyas Kashmiri ed era considerato una delle figure chiave dell'organizzazione terroristica. E' morto in un raid aereo. LO SPECIALE: FOTO E VIDEO

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Discussi, contestati, al centro di una viva polemica fra Washington e Islamabad, gli aerei senza pilota (droni) americani hanno messo a segno un altro importante colpo nei territori tribali pachistani alla frontiera con l'Afghanistan, eliminando Ilyas Kashmiri, leader del movimento terroristico Harkat-ul-Jihad al-Islami (HuJI) e personalità considerata molto vicina ai vertici di Al Qaeda.
Quello realizzato nella notte tra il 3 e il 4 giugno in Pakistan, a Ghwakhwa, nel Waziristan meridionale, era sembrato in un primo momento soltanto uno dei tanti blitz dei Predator operati dalla Cia, i cui missili avevano causato la morte di cinque "presunti militanti". Ma a poco a poco, prima attraverso un'indiscrezione ricevuta dalla Bbc, poi direttamente con un comunicato dell'HuJI, la verità è emersa in tutta la sua clamorosa importanza.

Chi era Kahsmiri - Kashmiri infatti era il creatore della famosa Brigata 313, conosciuta anche come l'Armata fantasma, considerato responsabile di numerosi attacchi terroristici in Pakistan, India e Stati Uniti, ed il suo nome era stato fatto nel ristretto gruppo di cinque o sei possibili successori alla guida di Al Qaida dopo lo spettacolare blitz il 2 maggio dei Navy Seals ad Abbottabad.
Sulla sua testa pendeva una taglia statunitense di cinque milioni di dollari, mentre l'Onu aveva inserito nell'agosto 2010 il suo nome in una speciale lista di pericolosissimi "terroristi globali".
Le autorità pachistane lo consideravano fra l'altro come il possibile architetto dell'attacco condotto il mese scorso contro la base navale PNS Mehran di Karachi durante il quale un gruppetto di sei militanti sono riusciti a tenere in scacco un centinaio di uomini delle forze di elite, dopo aver distrutto due aerei Orion statunitensi del valore ognuno di 40 milioni di dollari.

Prudenza dal Pakistan - Gli analisti hanno sottolineato che a poche settimane dall'inizio del ritiro delle truppe Usa dall'Afghanistan, e un mese dopo la scomparsa di Bin Laden, questo nuovo risultato ottenuto dalla Cia genera ottimismo sulle prospettive della lotta al terrorismo nelle Aree tribali amministrate in modo federale (Fata), rifugio finora sicuro dei talebani che attaccano le truppe straniere in territorio afghano.
Il governo pachistano è rimasto prudente sulla vicenda, ma successivamente una fonte dei servizi di intelligence ha affrontato i giornalisti per sostenere che "abbiamo sufficienti argomenti per ritenere che Kashmiri sia morto nel raid di un drone ieri nel Waziristan meridionale". Ad eliminare qualsiasi dubbio è intervenuto infine un fax inviato ai media da Abu Hanzala, un portavoce della Brigata 313. "Ammettiamo - dice il breve comunicato - che il nostro Amir (capo) e comandante Muhammad Ilyas Kashmiri, insieme ad altri compagni, è stato martirizzato nell'attacco di un drone la notte del 3 giugno".
E quindi la minaccia: "Voglia Iddio che presto gli Americani possano vedere la nostra vendetta. Il nostro obiettivo - si precisa infine - è solo l'America".

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