Afghanistan, ucciso un ufficiale dei carabinieri

Il tenente colonnello Cristiano Congiu in una foto di archivio
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Il tenente colonnello Cristiano Congiu, 50 anni, era in servizio all'ambasciata italiana di Kabul come esperto antidroga. Colpito con un'arma da fuoco, sarebbe morto mentre difendeva una donna da una aggressione. La Procura di Roma apre un'inchiesta

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Ancora un morto italiano in Afghanistan, ma questa volta non a causa della guerra. Un ufficiale dei carabinieri, il cinquantenne tenente colonnello Cristiano Congiu, esperto antidroga, è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco.
Fonti dell'arma hanno subito precisato che si è trattato di un fatto di criminalità comune, da non mettere in relazione alla sua attività.
A quanto pare, il militare stava proteggendo una sua conoscente americana aggredita. La difficoltà alla verifica delle notizie in Afghanistan ha fatto circolare nella giornata di sabato 4 giugno versioni differenti dell'accaduto, secondo le quali a essere ucciso era stato un americano o un italo-americano.
Fonti qualificate hanno poi chiarito che si trattava invece della stessa persona, l'ufficiale italiano. Congiu, romano, era in servizio dal 2007 presso l'ambasciata italiana a Kabul, ma l'uccisione è avvenuta in una località della valle del Panjshir, nell'Afghanistan nord-orientale.

Versioni contrastanti - Secondo una ricostruzione di fonti dell'Arma, il militare era in viaggio insieme a due suoi conoscenti di vecchia data, entrambi civili: un afghano, che secondo fonti dell'agenzia Ansa a Kabul lavorava da anni per l'ambasciata italiana, e una donna americana. Durante il viaggio hanno incrociato un gruppo di afghani: uno di questi, un giovane, per motivi ancora imprecisati avrebbe afferrato la donna, sbattendola violentemente contro un muro. Congiu ha interpretato questo atto come un'aggressione nei loro confronti e ha fatto fuoco con la sua pistola, ferendo lievemente al fianco il ragazzo.
Gli altri afgani sono scappati e lo stesso carabiniere ha prestato le prime cure al giovane: stava per caricarlo in auto e trasportarlo in ospedale, quando i compagni del ragazzo ferito sono tornati, questa volta insieme ad altri uomini armati.
Questi ultimi, da lontano, hanno sparato tre colpi di kalashnikov, uno dei quali ha centrato alla testa Congiu, che è morto all' istante. La donna americana e l'afghano sono riusciti a raggiungere la loro vettura e a scappare. Al primo posto di polizia, a circa un chilometro, hanno denunciato l'episodio; le forze di sicurezza locali sono intervenute e hanno recuperato il corpo dell'ufficiale. Durante successive ricerche è stato individuato il ragazzo ferito, che è stato arrestato.

Le altre testimonianze - Versione solo in parte confermata dalla testimonianza - riportata dall'agenzia Peacereporter legata a Emergency - del ragazzo afghano ferito, Mohtaudin, ricoverato nell'ospedale di Emergency di Anabah, nella valle del Panjshir, dove gli è stato asportato un rene: secondo Peacereporter, il ragazzo afghano non avrebbe aggredito la donna ma sarebbe stato il suo asino a urtare l'americana mentre quest'ultima camminava, insieme a Congiu, in un sentiero di montagna che portava a un bazar. "Ho tentato di spostare l'asino - ha detto il ragazzo afghano - immediatamente l'italiano ha tirato fuori la pistola. Quando ho visto l'arma pensavo stesse scherzando...invece mi ha sparato".
Il suo compagno è scappato ed è andato al bazar ad avvisare gli abitanti dell'accaduto, e "dopo un po' di tempo - è sempre il racconto del giovane - sono tornate altre persone che prima hanno picchiato con bastoni e pietre l'italiano, poi gli hanno sparato e se ne sono andati".
Numerosi testimoni, secondo Peacereporter, hanno raccontato che Congiu e la cittadina Usa erano andati a visitare le miniere di smeraldi del Panjshir. Sulla morte di Congiu ha aperto un'inchiesta la procura di Roma, competente a indagare sui fatti in cui sono coinvolti i cittadini italiani all'estero, mentre alcuni carabinieri del Ros stanno partendo per l'Afghanistan per svolgere accertamenti. Omicidio il reato iscritto dagli inquirenti di piazzale Clodio.

Chi era Cristiano Congiu - Congiu lascia una bimba di cinque anni, che vive insieme alla ex moglie del militare a Pontecorvo, in provincia di Frosinone. L'ufficiale andava spesso a trovare la figlia quando rientrava dalle missioni. L'uomo era molto conosciuto dai colleghi di Pontecorvo e di Frosinone: dal 1996 al 1998 era stato al comando della compagnia dei Carabinieri di Pontecorvo.
L'ufficiale per anni aveva lavorato in collaborazione con il primo dirigente della sezione anticrimine della questura di Frosinone, Mino De Santis, che ora ricorda: "Era un uomo di polso, credeva nella divisa che indossava e con lui abbiamo lavorato molto assiduamente per mettere a segno tra l'altro i primi arresti contro le infiltrazioni camorristiche nel Cassinate. La notizia della sua scomparsa ci ha lasciato impietriti".
Tutte le più alte cariche dello Stato hanno espresso cordoglio per la morte dell'ufficiale. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha appreso con commozione la notizia della morte, e il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che "questo ulteriore pesante tributo che ci troviamo a pagare non ci deve far deflettere dal nostro impegno quotidiano di stabilizzazione dell'Afghanistan e di progressivo trasferimento all'esercito e alla polizia afghani delle responsabilità di sicurezza del proprio Paese". I
l mondo dello sport ha deciso di osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni che si disputano nel fine settimana in Italia.

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