Yemen, assalto al palazzo presidenziale: diverse vittime

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Tra i feriti anche il presidente Saleh che in un messaggio alla nazione ha condannato l’attacco e rassicurato sulle sue condizioni. L'Europa intanto prepara l'evacuazione dei suoi cittadini. La Casa Bianca chiede il cessate il fuoco. VIDEO E FOTO

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Ancora scontri e violenze nello Yemen. Venerdì 3 giugno il presidente del Paese, Ali Abdullah Saleh, è rimasto ferito nel bombardamento della moschea interna al palazzo presidenziale, in cui stava pregando.
Nell'attacco, secondo fonti della sicurezza, sono morti due manifestanti, tre guardie del corpo e l'imam della moschea del palazzo, mentre sarebbero stati feriti anche il presidente del parlamento, il primo ministro e il suo vice.

Il messagiod di Saleh - Il presidente dello Yemen Ali Abdallah Saleh, nel corso di un messaggio audio trasmesso dalla tv di stato, ha affermato che l'attacco è stato condotto da "forze tribali che hanno rotto il cessate il fuoco", "una banda di fuorilegge" della tribù degli Hashed, che hanno a capo Sadeq al-Ahmar.
Saleh ha invitato le forze armate e di sicurezza a rispondere con fermezza a questa "sfida fatta da una banda di fuorilegge che non ha niente a che fare con la cosiddetta rivoluzione giovane".

Il ferimento di Saleh avvolto nel giallo - La sorte del presidente Saleh è però rimasta avvolta nel giallo: la tv di opposizione Suhail aveva dato per morto nel bombardamento, ma il viceministro dell'Informazione, Abdu al-Janadi, ha smentito parlando solo di alcune ferite lievi.
In Yemen più di 370 persone sono morte, di cui 155 solo negli ultimi 10 giorni, dall'inizio della rivolta popolare a metà gennaio contro Saleh, da 33 anni alla guida del Paese.

L'Ue prepara l'evacuazione dei connazionali - L'Unione europea ha attivato un meccanismo volto ad aiutare e coordinare  l'evacuazione dei suoi cittadini residenti in Yemen e intenzionati a lasciare il Paese a causa delle violenze. Lo ha annunciato il capo della diplomazia dell'Ue Catherine Ashton.

La condanna della Casa Bianca - E le continue repressioni yemenite hanno spinto la Casa Bianca a condannare "nei termini più forti possibili gli insensati atti di violenza in Yemen, compreso l'attacco al palazzo presidenziale" e a chiedere un cessate il fuoco immediato.

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