Siria, ancora spari sulla folla: "Una carneficina"

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Proseguono gli scontri ad Hama. Secondo alcuni testimoni i morti nella sola giornata di venerdì 3 giugno sarebbero svariate decine. "Sangue ovunque". FOTO E VIDEO: LO SPECIALE

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Le forze di sicurezza siriane hanno ucciso nella sola giornata di venerdì 3 giugno almeno 34 manifestanti a Hama, ha riferito un attivista, in una delle giornate più violente da quando è cominciata la repressione delle rivolte contro il presidente Bashar al-Assad, che durano ormai da 11 settimane.
Con una scena che si ripete ogni venerdì ormai da metà marzo, i contestatori hanno manifestato dopo le preghiere di mezzogiorno ma si sono imbattuti nelle forze di sicurezza, impegnate nella repressione delle rivolte contro il governo.

I residenti hanno detto che le forze di sicurezza e i cecchini hanno aperto il fuoco contro decine di migliaia di manifestanti riuniti nel centro della città in una delle manifestazioni più imponenti viste a Hama, e decine di feriti sono stati trasportati in un vicino ospedale "I colpi d'arma da fuoco sono stati sparati dai tetti sui manifestanti. Ho visto decine di persone cadere a terra in piazza Assi. Il sangue era ovunque", ha detto all'agenzia Reuters un testimone che ha detto di chiamarsi Omar.
"Mi sembrava che i feriti fossero a centinaia ma ero preso dal panico e stavo cercando riparo. I funerali dei martiri sono già cominciati", ha aggiunto.

Le proteste a Hama hanno una particolare rilevanza, dal momento che proprio ad Hama le forze armate agli ordini del presidente Hafez al-Assad, il padre di Bashar, hanno represso una rivolta islamica nel 1982, uccidendo fino a 30.000 persone e distruggendo parte della città.

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