Mladic all'Aja: "Contro di me accuse mostruose"

Ratko Mladic
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"Sono molto malato. Ho solo difeso il mio popolo, la mia terra". Queste le parole dell'ex generale davanti ai giudici del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, dove è accusato di genocidio per la guerra in Bosnia del 1992-95. VIDEO

Ratko Mladic, il boia di Srebrenica. LA FOTOSTORIA
Arrestato dopo 15 anni di fuga: VIDEO

(In fondo al pezzo gli aggiornamenti video sul caso Mladic)

Ratko Mladic, comparso in aula all'Aja davanti al Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, ha detto di essere "gravemente malato" e ha chiesto due mesi di tempo per potersi difendere dalle accuse.
"Ho difeso il mio popolo, la mia terra...ora difendo me stesso davanti a voi. Voglio solo dire che io voglio vivere per mostrare che sono un uomo libero". Così si è rivolto ai giudici, ma soprattutto al pubblico e ai giornalisti "di tutto il mondo", al termine della sua prima apparizione all'Aja.

Visibilmente invecchiato, il 69enne ex generale, si è seduto nel banco riservato agli accusati, scortato da due ufficiali della corte. E' la prima volta che il "boia di Srebrenica" compare dinanzi alle telecamere dopo l'ingresso, martedì, nel penitenziario dell'Aja, in cui è stato sottoposto a esami medici.
L'ex-comandante militare serbo-bosniaco, che deve rispondere di genocidio per la guerra in Bosnia del 1992-95, ha definito le accuse contro di lui "disgustose" e "parole mostruose", rifiutando di dichiararsi colpevole o innocente.
A differenza dell'ex leader serbo-bosniaco, Radovan Karadzic, che decise di difendersi da
sé, Mladic è accompagnato dall'avvocato nominato dalla corte, Aleksandar Aleksic. Scopo dell'audizione, informarlo dei capi di imputazione contro di lui, ma lo stesso giudice Alphonse Orie ha detto che "ci vorrà qualche tempo" prima che il processo vero e proprio abbia inizio.

"Ho bisogno di due mesi di tempo" - La situazione sanitaria di Mladic è uno dei principali interrogativi perché il processo possa procedere senza intralci; e l'accusato ha detto in aula di essere molto malato e di aver bisogno di "due mesi di tempo" per leggere la montagna di carte, relative alla sua accusa.
l Tpij in realtà ha assicurato che, mentre sarà detenuto all'Aja, l'ex militare serbo-bosniaco riceverà tutte le cure mediche necessarie. La procura intanto ha condensato le accuse riducendo i capi di imputazione da 15 a 11 proprio per dare rapidità al processo ed evitare che evitare che finisca in un nulla di fatto (come accadde per l'ex presidente jugoslavo,
Slobodan Milosevic, morto nel 2006 senza una sentenza).
Durante la lettura dei capi di accusa, Mladic ha scosso la testa. "Contro di me accuse orribili, non mi pronuncio"  ha dichiarato l'ex generale. La prossima udienza è fissata per il 4 luglio prossimo.
All'inizio dell'udienza, il presidente della Corte ha invitato Mladic a identificarsi e ha constatato che l'ex generale dichiara di non essere nato nel 1942, come riportano i documenti, ma nel 1943.

Il boia di Srebrenica -
Mladic è stato arrestato la scorsa settimana in un villaggio serbo ed estradato nei Paesi Bassi martedì scorso. La sua cattura giunge 16 anni dopo l'incriminazione da parte del tribunale dell'Aia. Soldato di carriera, Mladic è stato soprannominato "il macellaio dei Balcani" alla fine degli anni 90 per la sua folle
campagna volta a conquistare territori per i serbi in cui effettuare una pulizia etnica, in seguito al collasso della federazione jugoslava.

Le madri di Srebrenica - Sono venute in sei da Sarajevo per "vedere gli occhi di sangue" di Ratko Mladic e chiedere giustizia per i figli, i mariti, i familiari uccisi nel luglio del 1995 a Srebrenica. L'ex generale serbo bosniaco è infatti accusato di essere uno dei massimi responsabili dell'eccidio di 8.000 musulmani bosniaci a Srebrenica.
Da 16 anni le "Madri di Srebrenica" non smettono di portare la loro testimonianza perché sulla tragedia che ha sconvolto la loro vita e quella della enclave musulmana bosniaca non cali l'oblio. "Vi ricordate il genocidio di Srebrenica?" è la domanda riportata sopra un grande pannello che espongono davanti al Tpi all'Aja. Accanto, una grande foto di Mladic, quando era il capo militare indiscusso dei serbo bosniaci, con sopra una scritta: "Mass Murderer", assassino di massa.

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