Batterio killer, precauzioni per chi va in Germania

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Evitare di mangiare frutta e verdura cruda, non bere acqua dal rubinetto, lavarsi le mani. Questi i consigli per chi si reca nel nord del Paese. Fazio a SkyTG24: "Nessun pericolo per l'Italia. Il problema è circoscritto alla zona attorno ad Amburgo"

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Resta alto l'allarme in tutto il nord Europa per l'epidemia di un nuovo ceppo di Escherichia Coli, ribattezzato batterio killer, anche se secondo un medico di Amburgo la diffusione del
batterio si sta "stabilizzando". L'Oms ha reso noto che i Paesi colpiti sono 12 (oltre alla Germania, Austria, Gb, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti).

Il batterio sul salame di cervo -
L'Italia, dunque, non rientra nei Paesi interessati, ma il Ministero della Salute informa infine che "è stata segnalata la presenza di un batterio di E.coli produttore di tossine su un salame di cervo prodotto in Italia, sul quale si sta procedendo ad effettuare le necessarie indagini: qualsiasi correlazione con l'epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza".

Fazio a SkyTG24 - In Italia non c'è alcun problema, ha assicurato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. (Nel video in alto l'intervista).
"Solo chi deve recarsi nel Nord della Germania eviti di mangiare frutta e verdura cruda e non beva acqua di rubinetto" ha spiegato il ministro.
"La situazione è sotto controllo non deve generare allarmismi e non deve modificare le nostre abitudini alimentari, a cominciare dal consumo di verdura e frutta cruda dopo averla lavata    - ha spiegato -. Abbiamo allertato le Regioni, le strutture sanitarie e gli uffici sanitari alle frontiere, responsabili dei controlli sulle importazioni alimentari. Nei giorni scorsi, quando le autorità sanitarie tedesche avevano comunicato che i responsabili della diffusione del batterio potessero essere i cetrioli, ne avevamo sequestrate diverse partite, per un totale di 16 quintali, prontamente dissequestrate quando tutte le analisi hanno dato risultati negativi. Abbiamo un efficiente sistema di sorveglianza sindromica, in grado di segnalare e curare tempestivamente eventuali casi. Sinora non è giunta alcuna segnalazione di infezione da parte di questo ceppo di batterio E.coli, né nella popolazione italiana residente, né in turisti provenienti dalla Germania. Poiché la quasi totalità dei casi
di infezione è circoscritta alla zona di Amburgo, consiglio solo ai cittadini italiani che debbono proprio recarsi nel Nord della Germania di non consumare in loco verdura e frutta crude e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell'epidemia non sarà stata accertata".

Allarme in Germania - In Germania, invece, l'allarme cresce: la Bild ha titolato in prima pagina che ciò a cui si sta assistendo assomiglia ormai a "un film dell'orrore". Il giornale tedesco ha citato nuovi casi di infezioni di tipo secondario causate dalla trasmissione del batterio da persona a persona, anche senza aver mangiato, cioè, vegetali sospetti. In particolare in un liceo di Amburgo alcuni studenti si sono contagiati tra loro e a Hagen, in Nordreno-Westfalia, una scuola è stata chiusa per il sospetto di contagi.
Negli ospedali tedeschi ormai si è arrivati all'emergenza, dopo i circa duemila ricoveri di persone colpite dal batterio Ehec. Nel frattempo è sempre buio pesto sull'origine del
contagio, come conferma il batteriologo Holger Rohde, secondo il quale "non sappiano ancora spiegare dove ha avuto origine questo batterio, se in un animale, nell'uomo, in una pozzanghera o in un impianto di depurazione".

Tensione Ue-Russia - Quanto ai riflessi politici, rimane alta la tensione tra Ue e Russia. Il divieto russo di importazione di tutti i vegetali provenienti dall'Unione Europea non è "compatibile" con le regole del Wto, ha fatto notare Fernando Valenzuela, capo di una delegazione Ue in Russia. E ha chiesto a Mosca di cancellare al più presto possibile il bando deciso sull'onda dell'epidemia del batterio-killer che sta seminando il panico
in nord-Europa. Piccata e immediata la replica dello 'zar' russo: "Non immoleremo la salute dei consumatori sull'altare del Wto", ha fatto sapere il premier, Vladimir Putin.

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