L’estate calda delle proteste europee passa dal web

Il corteo di protesta degli Indignati a Roma
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Dopo la Spagna, è la volta della Grecia. Anche qui migliaia di “indignados” sono scesi in piazza e usano i social media come piattaforma di mobilitazione. Intanto in Francia, Gran Bretagna e Italia il movimento prova a mettere le radici, partendo dal web

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di Nicola Bruno


Da Facebook alla piazza, con tanta indignazione. Le proteste spagnole del 15 maggio contagiano tutto il vecchio continente, nel tentativo di trasformare la primavera del mondo arabo nell’estate calda dell’Europa.
Giovani, precari, pensionati, disoccupati, ricercatori, disillusi della politica e della finanza globale: è questo il profilo trasversale degli “indignados” europei che da Parigi a Londra, passando per Roma, Atene e Berlino, vogliono provare a replicare il successo  dell’occupazione di Puerta del Sol a Madrid. Proprio in Grecia fino ad ora il movimento degli indignati è riuscito a riscuotere il maggior successo, con oltre 50 mila persone nelle piazze da qualche giorno.



MAPPA DELLE PROTESTE IN EUROPA




Prima ancora delle strade reali, è stata la rete il laboratorio dove ha preso forma questo movimento pan-europeo. Fin dai primi giorni di proteste a Puerta del Sol l’associazione spagnola “Democracia Real Ya” ha dimostrato di saper organizzare per bene le cose. A cominciare dalla mobilitazione degli utenti online, attraverso una pagina Facebook che al momento conta oltre 400 mila iscritti, hashtag diventati subito gettonatissimi (“#15m”, “#democraciarealya”, “acampadasol”, #spanishrevolution) e la realizzazione di video virali su YouTube.

VIDEO: Democracia Real Ya

VIDEO: Parodia di un celebre spot Apple

Ma anche per quanto riguarda la copertura “live” degli eventi, la generazione “indignata” spagnola non è stata da meno: oltre ai migliaia di filmati ripresi col cellulare e caricati al volo su Facebook e YouTube, gli spagnoli hanno lanciato anche una web tv con tanto di streaming in diretta da Puerta del Sol. E c’è stato anche chi ha realizzato una mappa “concettuale” delle richieste dei giovani in piazza.

In Italia tutto è partito da Twitter, quando all’indomani dell’occupazione di Puerta del Sol, l’hashtag #italianrevolution ha iniziato a prendere piede, tra il serio e il giocoso. Da lì è subito nata l’idea di organizzare manifestazioni estemporanee nelle principali piazze italiane nel weekend del 20-22 maggio.

LA MAPPA DELLE PROTESTE ITALIANE

L’effetto mobilitazione in Italia non è però stato lo stesso degli spagnoli, sia in rete che nelle piazze. Ma gli indignati del Belpaese hanno deciso di non demordere e continuare il tam-tam, con proteste prolungate per più giorni (è il caso di Bologna, Firenze, Parma dove da oltre una settimana ci sono sit-in in piazza) e manifestazioni di supporto davanti alle ambasciate spagnole (a Roma).

VIDEO: Il manifesto degli indignati europei recitato a Bologna

Il principale hub di informazione degli indignados italiani è www.italiarevolution.it. Ma è soprattutto Facebook a giocare un ruolo centrale: dopo una partenza in sordina, la pagina ufficiale dell’Italian Revolution raccoglie oltre 24.000 iscritti. Si trovano tutte le informazioni dei diversi gruppi locali (circa 40, tra piccole e grandi città) e delle tante associazioni che stanno aderendo (dai ricercatori precari al Popolo Viola). Su Twitter l’hashtag più utilizzato resta #italianrevolution, mentre il profilo ufficiale è questo.

Nel frattempo c’è chi sta provando a realizzare in maniera collaborativa il logo ufficiale del movimento e chi invece è all’opera su un documento condiviso per adattare il manifesto politico degli spagnoli al contesto italiano.

Resta da vedere se l’indignazione italiana non si esaurirà nel giro di qualche click (fenomeno noto come slacktivism), senza portare nessuno sulle strade. Come mette in luce uno degli utenti su Facebook, di fronte alla richiesta di inviare foto e video per un progetto collaborativo: “Vanno bene anche splendide piazze vuote o piene di gente che beve l'aperitivo menefreghiste di tutto?”.

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