Libia, il regime perde i pezzi. E Gheddafi incontra Zuma

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Arrivati a Roma otto alti ufficiali che sono scappati da Tripoli. "Al rais non resta più del 20 per cento delle sue capacità militari", hanno detto. La tv libica lo mostra mentre accoglie il presidente sudafricano. IL VIDEO

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Il regime di Muammar Gheddafi perde pezzi. Indeboliti dai bombardamenti della Nato su Tripoli e trascinati in una guerra civile, chi deve eseguire gli ordini contro il proprio popolo comincia a dire basta e scappa. Anche grazie al ruolo di 007 italiani che "stanno collaborando" con i militari delle forze governative libiche che hanno defezionato negli ultimi tempi. "Sono in tutto 120, tra soldati e ufficiali, e attualmente sono tutti fuori dalla Libia", ha annunciato l'ex ministro degli Esteri libico ed ex ambasciatore all'Onu Abdel Rahamn Shalgam, uno dei primi ad abbandonare il Colonnello, presentando in una conferenza stampa a Roma otto alti ufficiali scappati da Tripoli venerdì scorso per abbracciare la “Rivoluzione del 17 febbraio”. Gli otto, hanno raccontato, sono fuggiti "via terra" in Tunisia "con l'aiuto dei rivoluzionari delle Montagne occidentali".

La defezione degli otto ufficiali è "uno sviluppo molto significativo", ha commentato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, esprimendo la "particolare soddisfazione" del governo italiano. "Uno sviluppo – ha spiegato - che premia il coraggio dei nostri amici libici ma anche il lavoro attento, competente e determinato della nostra intelligence e delle varie articolazioni istituzionali italiane". L'Occidente assume dunque un ruolo sempre più attivo anche sul campo. Un video di Al Jazira ha mostrato quella che per la prima volta sembra essere "la prova della presenza di truppe alleate sul terreno": un gruppo di sei persone, cinque armati, che il corrispondente della tv qatariota identifica come britannici.

Secondo uno degli otto ufficiali sbarcati a Roma, il generale di fanteria Malud Massud Halasi, al regime di Gheddafi "non resta più del 20 per cento delle sue capacità militari", il rais può ancora contare su "qualche centinaia di soldati, mentre il numero dei generali non supera le decine". Tutte le telecomunicazioni tra le forze governative, inoltre, "sono interrotte". Sul terreno, dunque, le capacità del rais sembrano essere ridotte al minimo, tanto che il segretario della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha dichiarato che "l'operazione in Libia sta raggiungendo i suoi obiettivi" e che il "regno del terrore" di Gheddafi è arrivato alla fine.
I raid della coalizione hanno colpito Zlitan, città a ovest di Tripoli, uccidendo - secondo quanto riferito dalla tv di Stato libica - 11 persone, mentre a Tripoli è di nuovo arrivato il presidente sudafricano Jacob Zuma (guarda il video in alto). La visita ha fornito l'occasione alla tv libica per mostrare Gheddafi mentre lo accoglieva, le prime immagini in cui si veda il rais dall'11 maggio scorso. La tv non ha però detto dove si è svolto l'incontro.

Intanto gli ex ufficiali di Gheddafi tentano di affrancarsi dalle responsabilità e dai crimini commessi dal regime. "Chiediamo pietà per i martiri che sono caduti in difesa della liberta", ha detto a nome di tutti il generale On Ali On, invitando altri "colleghi dell'esercito e della pubblica sicurezza a raggiungere la Rivoluzione del 17 febbraio e mettersi dalla parte del popolo libico". "Ci ha spaventato - ha ammesso - quello che il nostro popolo subisce, le uccisioni, la violenza contro le donne, quello che abbiamo visto con i nostri occhi e che ci è stato chiesto di fare contro i figli del nostro popolo". Anche il generale Halasi ha confermato che "i soldati del regime hanno stuprato molte donne in diverse città" e ha raccontato che ormai "la situazione dei civili a Tripoli è molto dolorosa", perché cominciano a scarseggiare cibo e carburante.

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