Spagna alle urne tra "indignados" e disillusione

Madrid, indignados
1' di lettura

Elezioni amministrative per circa 35milioni di spagnoli. Sulla tornata elettorale, che si preannuncia una batosta per il Partito socialista al potere dal 2004, pesa l'ondata di ribellione sociale contro la disoccupazione e la crisi che scuotono il Paese

Guarda anche:
Accampati in Puerta del Sol. Come in piazza Tahrir
Spagna, è ancora protesta. Nelle piazze e nel web

Seggi aperti per le elezioni amministrative in Spagna, dove la protesta dei giovani 'indignati' continua a tenere banco. In 60mila si sono radunati nelle piazze di tutto il Paese durante la notte tra sabato e domenica, sfidando il divieto delle autorità di manifestare. Nel giorno in cui si vota per rinnovare oltre 8mila sindaci, 68.400 consiglieri municipali e 824 deputati regionali, i dimostranti oscillano fra l'astensionismo o il voto per partiti minori.
Una prospettiva che mette seriamente in difficoltà il Partito socialista (Psoe) del premier Josè Zapatero, che rischia di perdere alcune roccaforti come Barcellona, Siviglia, la Castiglia-La Mancia e l'Estremadura.
A beneficiare del cambiamento sarebbe il Partito popolare (Pp) di Mariano Rajoi (centro-destra) che conquisterebbe diverse regioni e città, portandosi in vantaggio in vista delle elezioni politiche del marzo 2012.

"Continuerò a protestare finché non ci sarà un cambiamento" ha dichiarato la 20enne Ana Rodriguez, sostenendo di voler dare il suo voto ad una formazione minore. Contrario
il suo vicino, Javier Pena Pintor, che afferma di "non aver mai votato" in vita sua perché non si "riflette nei politici, non ho mai percepito che ci ascoltassero". Contro l'astensionismo si sono schierati i principali quotidiani spagnoli, ricordando il lungo cammino per la libertà e la democrazia dopo la dittatura franchista. "La crisi favorisce il rifiuto populista della politica, ma la soluzione non è astenersi" sostiene in un editoriale il progressista El Pais.
Da una settimana, migliaia di giovani e meno giovani si sono accampati nelle piazze di tutto il Paese per protestare contro la disoccupazione altissima, l'economia stagnante, i
tagli del governo, la corruzione e il duopolio che ingabbia la politica spagnola. Un "movimento cittadino, senza ideologie, leader, partiti politici o sindacati dietro", hanno
sottolineato più volte i manifestanti, ricordando che non si tratta di manifestazioni "contro il governo o una formazione politica in particolare, ma contro l'uso sbagliato che i politici fanno della democrazia".

Leggi tutto