Libia, ancora bombardamenti Nato su Tripoli

Uno dei bombardamenti dei giorni scorsi da parte della nato (Credits: Getty Images)
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Proseguono i raid contro Gheddafi. Il regime: assedio ingiustificato. Ma il portavoce dell'Alleanza atlantica replica: le unità navali del rais stanno deponendo mine nelle acque vicino al porto. FOTO E VIDEO: LO SPECIALE

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La Nato ha continuato nella notte tra il 21 e il 22 maggio i bombardamenti sul porto della capitale libica Tripoli e sulla residenza del colonnello Muammar Gheddafi: è quanto affermano fonti vicine al regime secondo le quali un raid ha colpito la zona del porto e un altro attacco l'area di Bab Al Aziziya, più volte obiettivo in queste settimane degli aerei dell'Alleanza.
Tripoli denuncia l' "assedio" marittimo della Libia imposto dalla Nato, soprattutto dopo la distruzione di otto navi che il regime ha definito non militari.
Il comandante Omran al Ferjani ha dichiarato che dal 25 marzo, "data in cui abbiamo ricevuto la notifica della Nato di divieto di navigazione anche nelle nostre acque territoriali", nessuna nave della marina o della guardia costiera ha lasciato il porto di Tripoli.

Versione esattamente opposta a quella data dall'Alleanza Atlantica: secondo il portavoce Mike Bracken da due settimane le unità navali di Gheddafi stavano deponendo mine nelle acque antistanti il porto di Misurata, impedendo così l'arrivo di rifornimenti agli insorti e ai civili di quest'area, roccaforte della dissidenza armata, 200 chilometri a est della capitale.
Sta di fatto che, cercando di impedire i rifornimenti alle forze di Gheddafi, la Nato da alcune settimane sta provocando una penuria di carburante soprattutto nell'ovest, ancora quasi tutto controllato dal regime.

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