Spagna, gli “indignados” sfidano il divieto di manifestare

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Almeno 28 mila persone si sono radunate in Puerta del Sol, da giorni cuore delle proteste contro la situazione economica senza prospettive, non rispettando lo stop chiesto nel giorno della "riflessione", alla vigilia delle elezioni amministrative

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A Madrid almeno 28mila "indignados" hanno sfidato nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 il divieto di manifestare durante la pausa di riflessione per le elezioni amministrative. Nonostante la Commissione elettorale avesse chiesto di sciogliere gli assembramenti di protesta contro le misure di austerità che proseguono da inizio settimana, gli 'indignati' si sono radunati alla Puerta del Sol anche dopo la mezzanotte, salutata da un "grido silenzioso".

Nella mattinata di sabato 21 maggio sulla piazza epicentro dell'"indignazione" erano ancora in 18 mila. Altre 10 mila persone hanno raccolto l'appello di quello è ribattezzato come il "movimento 15 maggio" a Plaza Catalunya, a Barcellona, e sit-in notturni sono stati segnalati pure da Siviglia, Saragozza e Valencia. La polizia ha ricevuto indicazione di intervenire solo in caso di incidenti e gli agenti si limitano a distribuire volantini in cui si rende nota la decisione della Commissione elettorale e si ricordano le possibili sanzioni per chi non la rispetti.

Finora, del resto, le proteste sono state pacifiche e il premier José Luis Zapatero non può permettersi una repressione che affosserebbe ancor più il suo Psoe alle elezioni regionali e amministrative. Il movimento spontaneo, formato prevalentemente ma non esclusivamente da giovani, denuncia una situazione economica senza prospettive, con una disoccupazione al 44% tra gli Under 25, e si batte contro una politica spagnola giudicata senza sbocchi e corrotta.

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