Spagna, è ancora protesta nelle piazze e sul web

I giovani chiedono anche politiche per la casa e lo sviluppo - Getty Images
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Dal 15 maggio migliaia di giovani presidiano la Puerta del Sol di Madrid. Manifestano contro la disoccupazione e la precarietà. Per alcuni osservatori l’utilizzo dei social media e la scelta di una piazza simbolo fanno pensare a una nuova Tahrir Square

LA PROTESTA IN SPAGNA: GUARDA LE FOTO

di Nicola Bruno


“Non siamo merce nelle mani delle banche e della politica”. Con questo slogan, Domenica 15 Maggio decine migliaia di giovani spagnoli sono scesi in piazza a Madrid. La protesta è tutt’ora in corso: per il quinto giorno consecutivo alcune centinaia di manifestanti stanno presidiando la Puerta del Sol della capitale.

Le manifestazioni si sono presto spostate a macchia d’olio in altre città della penisola iberica: Barcellona, Siviglia, Granada e finanche in alcune capitali europee.

Tra i motivi della protesta c’è innanzitutto la difficile situazione economica del paese, stretto tra misure di austerità per far fronte alla crisi, mancanza di piani sviluppo e una disoccupazione galoppante. In particolare quest’ultimo fattore ha portato migliaia di giovani e studenti a scendere in piazza. Secondo i dati più recenti, nei primi mesi del 2011 la Spagna ha toccato la quota record nell’Eurozona: il 21,3% della popolazione (equivalente a circa 4,9 milioni di cittadini) non ha un lavoro; questa percentuale sale al 44,6% tra i giovani sotto i 25 anni. È il livello più alto dal 1997, per un paese che a cavallo del nuovo millennio aveva fatto registrare un impressionante boom economico.

Ecco un video da Puerta del Sol di martedì 17 Maggio



A lanciare le proteste è stata Democracia Real Ya (Democrazia Reale Ora), associazione giovanile apartitica molto attiva in rete prima e durante la manifestazione, come dimostra la popolarità degli hashtag “#15m”, “#democraciarealya”, “acampadasol”, #spanishrevolution su Twitter.
Secondo la società di analisi dei social media Meltawater Buzz, il numero stimato di tweet sulla manifestazione è passato dagli 3.400 del 15 Maggio agli 114.000 di Mercoledì 18 Maggio. Su Facebook, la pagina ufficiale dell’associazione conta oltre 100.000 like.

Il video ufficiale della manifestazione



Uno dei tweet più condivisi sulla piattaforma di microblogging riprende un famoso aforisma di Ghandi: “Prima ti ignorano. Poi ridono di te. Poi ti attaccano. E poi vinci”. Altri slogan diffusi sono: “Fate pagare la crisi ai ricchi”, “Nessuno si aspetta la Rivoluzione Spagnola”, mentre su uno degli edifici principali della piazza campeggia in grande la scritta: “La chiamano democrazia ma non è lo è” (GUARDA FOTOGALLERY).

L’utilizzo sapiente dei social media e il ricorso ad una data (15 Maggio) e una piazza (Puerta del Sol) simbolo hanno portato molti commentatori ad avvicinare la protesta spagnola a quelle recenti del Medio Oriente. E c’è già chi parla di Puerta del Sol come della nuova Tahrir Square.
Anche nella piazza di Madrid, infatti, si sono accampate diverse centinaia di persone, organizzando in maniera tempestiva i servizi di ristorazione e pernottamento.

Video: i manifestanti si organizzano per la notte



Il movimento giovanile è sceso in piazza proprio alla vigilia delle elezioni regionali e amministrative che domenica 22 maggio porteranno 8000 città e 13 regioni (su 17 totali) a scegliere i nuovi rappresentanti.
La concomitanza delle proteste con questo importante appuntamento elettorale ha portato le autorità a diffondere l’ordine di evacuare al più presto la piazza: una legge spagnola vieta infatti le manifestazioni pubbliche nei giorni prima delle elezioni. Ma i manifestanti non sembrano dell’avviso di lasciare la piazza: “No nos moveran” (Non ci muoveremo) è la nuova parola d’ordine. L’intenzione è di stare in piazza fino a domenica, per dare al paese un importante segnale di cambiamento.

Video
La polizia invita i manifestanti ad evacuare la piazza
El Pais intervista i manifestanti

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