“Pericolo di fuga”, Strauss-Kahn resta in carcere

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Negata la libertà su cauzione al direttore generale del Fondo Monetario Internazionale accusato di violenza sessuale. Lo ha deciso il giudice di New York durante l’udienza preliminare. L’economista e politico francese rischierebbe 70 anni di reclusione

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Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale arrestato sabato scorso con l’accusa di violenza sessuale, resta in carcere. Lo ha stabilito il giudice Melissa Jackson durante l’udienza preliminare, durata 26 minuti, in un tribunale penale di Manhattan. Respinta, quindi, la richiesta dei legali di Strauss-Kahn di farlo uscire dopo il pagamento di una cauzione di un milione di dollari. Gli avvocati hanno annunciato che faranno appello. Una seconda udienza è stata fissata per il 20 maggio.

Il giudice ha recepito le richieste della pubblica accusa, secondo la quale Strauss-Kahn dispone di ingenti risorse finanziarie ed è a rischio di fuga. Il Direttore generale dell'Fmi era stato arrestato il 14 maggio all'aeroporto Kennedy di New York a bordo di un volo Air France per Parigi, con l'accusa di aver aggredito una cameriera. L'accusa ha presentato sei capi d'imputazione diversi comprendenti tentato stupro, violenza sessuale e sequestro di persona, per i quali Strauss-Kahn rischia una condanna fino a 70 anni di carcere.

E intanto spunta anche una nuova accusa: una scrittrice francese sostiene infatti di essere stata aggredita da Strauss-Kahn nel 2002 e, secondo il suo avvocato, sta "ipotizzando" una denuncia.

Con una nota l'Fmi ha fatto sapere che si riunirà nelle prossime ore per decidere quali misure adottare nei confronti di colui che, fino a prova contraria, è ancora il loro managing director. Il 62enne economista e politico francese, potenziale candidato socialista alle presidenziali del 2012, non è tenuto automaticamente a dimettersi dall'Fmi in seguito alle accuse, ha reso noto una fonte del fondo.

Intanto, per quanto riguarda il timore di ripercussioni della vicenda sulla crisi greca, secondo il portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, i fatti che hanno coinvolto Strauss-Kahn, "non avranno alcun impatto sui piani messi a punto per la Grecia e l'Irlanda e sulle altre decisioni che ci si accinge a prendere".

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