Al Qaeda: "Il video di Bin Laden davanti alla tv è un falso"

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"L'America mente". E' quanto sostiene uno dei siti dell'organizzazione terroristica, secondo cui l'uomo nel filmato diffuso dagli Usa non è lo sceicco del terrore. Dal New York Times nuovi dettagli sul blitz in Pakistan. FOTO E VIDEO: LO SPECIALE

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(In fondo all'articolo tutti i video sulla morte di Bin Laden)

Il video di Bin Laden intento a guardare in tv (GUARDA IL FILMATO) un suo appello è falso. Questo quanto sostiene un sito internet legato ad Al Qaeda, che ha messo in rete un filmato nel quale accusa gli Stati Uniti di aver falsificato le immagini che ritraggono lo sceicco del terrore.
"Bisogna stare attenti: l'America mente" afferma il sito Shoumoukh al Islam, che generalmente 'imposta' video di Al Qaeda. Il filmato è presentato come "una risposta al video diffuso dai media arabi e stranieri che mostrano immagini" in cui lui guarda se stesso alla tv. Il video mostra le differenze, in particolare a livello di occhi e orecchie, tra il capo di Al Qaeda e l'uomo anziano che compare nelle immagini diffuse dopo la sua morte.

Nuovi dettagli sul blitz - Intanto, dai media emergono nuovi dettagli sul blitz che ha portato alla cattura e alla morte del leader dell'organizzazione terroristica.
Secondo quanto reso noto dal New York Times, l'operazione delle forze speciali  americane ad Abbottabad comprendeva due squadre di specialisti, una con il compito  di provvedere alla sepoltura di Osama Bin Laden nel caso in cui fosse  stato ucciso, l'altra - composta da esperti, interpreti e legali - con il compito di interrogarlo nel caso fosse stato catturato vivo. Questa squadra avrebbe atteso a bordo di una nave della Marina, probabilmente la portaerei Carl Vinson nel Mare Arabico.
Sempre secondo fonti citate dal giornale - che attribuisce le  sue rivelazioni ad alti funzionari dell'amministrazione ed ufficiali militari - il presidente Obama avrebbe insistito prima del raid perché il commando incaricato di portarlo a termine fosse abbastanza numeroso da riuscire a garantirsi una ritirata in sicurezza dal Pakistan nel caso in cui agenti di polizia o militari ostili fossero intervenuti contro gli uomini delle forze speciali. La decisione del leader della Casa Bianca di incrementare le dimensioni del commando dimostra - osserva il quotidiano - che Obama  era disposto a rischiare un confronto militare con un paese alleato  per catturare o uccidere Bin Laden. Le regole di ingaggio dei militari che hanno preso parte al raid, si apprende inoltre da un funzionario dell'amministrazione, prevedevano "di evitare ogni confronto per  quanto possibile. Ma se fosse stato necessario rispondere al fuoco per uscire da lì, erano autorizzati a farlo".

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