Raid su Tripoli, la Nato: "Non sappiamo se Gheddafi è vivo"

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Colpito il bunker del raìs a Bab al-Aziziya. Secondo Al Arabiya alla periferia della città sarebbe scoppiata una sommossa guidata da alcuni ufficiali fuoriusciti dall'esercito. LO SPECIALE

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Durante la notte tra il 9 e il 10 maggio Tripoli è stata sottoposta a bombardamenti particolarmente intensi da parte degli aerei della Nato, che per non meno di tre ore consecutive hanno attaccato diversi obiettivi in varie parti della capitale della Libia. I raid avrebbero preso di mira anche il complesso di Muammar Gheddafi", vale a dire la residenza-bunker del colonnello a Bab al-Aziziya (qui le foto di un altro raid su una delle basi del raìs a Tripoli). La Nato, ha detto il brigadiere generale Claudio Gabellini, non ha alcuna prova che Gheddafi sia vivo o morto. "A dire la verità - ha aggiunto - non siamo neppure interessati. Il nostro mandato è proteggere la popolazione civile libica ed eseguiamo questo mandato colpendo bersagli militari, non individui specifici".

Rivolta anti-raìs - Nel frattempo secondo quanto riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya', una rivolta sarebbe scoppiata alla periferia di Tripoli. A guidarla sarebbero alcuni ufficiali fuoriusciti  dall'esercito libico che hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con la sicurezza fedele a Gheddafi usando delle armi leggere. La notizia era stata diffusa anche dai siti dei ribelli libici, ma non ha trovato conferme da fonti indipendenti.

I raid della Nato - Per quanto riguarda i raid Nato sarebbero state colpite anche le sedi della televisione di regime 'al-Jamahiriyah' e dell'agenzia di stampa ufficiale 'Jana', come pure una torre per le telecomunicazioni. In numerose zone sono risuonate le sirene di allarme, a tratti seguite da raffiche di armi automatiche indirizzate verso il cielo. Funzionari libici hanno peraltro condotto un gruppo di giornalisti stranieri a visitare il Centro di Chirurgia Plastica e per Grandi Ustionati nel quartiere di Shariah Zawiya, mostrando loro quattro piccoli pazienti feriti, due dei quali in modo grave, a quanto sembra da schegge di vetro proiettate a raggiera dalle onde d'urto delle deflagrazioni. In un altro caso, ai reporter sono state fatte vedere le rovine di un palazzo dove aveva sede la Commissione statale per l'Infanzia, andato completamente distrutto.

Nato: "Per Gheddafi il tempo sta scadendo" - Lunedì 9 maggio il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, aveva avvertito che per Gheddafi "il tempo sta scadendo", e che "farebbe meglio a capire al più presto che non c'è futuro né per lui né per il suo regime".
Oggi, martedì 10 maggio, il ministro La Russa visita la base di Trapani. La situazione in Libia potrebbe anche essere oggetto dei colloqui previsti tra il ministro degli Esteri Frattini e il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, incentrati sui recenti attacchi alle minoranze cristiane in Medio Oriente.

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