Siria, morti a Homs. I carri armati entrano a Tafas

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Le forze militari di Al Assad hanno aperto il fuoco in una zona residenziale e hanno usato otto carri armati per arrestare alcuni giovani. Sale la tensione anche nell’Egitto del dopo Mubarak: una decina le vittime di uno scontro tra cristiani e musulmani

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E’ un’altra domenica di tensione in Siria. Secondo la televisione araba Al Jazeera, almeno 12 persone, di cui un bambino di 12 anni, sono morte nella città di Homs, dove l'esercito di Damasco ha dispiegato soldati e carri armati. Si tratta della prima incursione compiuta dalle forze siriane in aree residenziali della città. Le milizie di Al Assad, in carica da quarant'anni, sono penetrate nei quartieri di Bab Sebaa e Bab Amro. Secondo un attivista per i diritti umani, in tutta Homs si sono uditi il crepitio di mitragliatrici e il rumore di bombardamenti.

Inoltre, le forze militari appoggiate da carri armati sono entrate nella città meridionale di Tafas, presso Deraa, da settimane cuore della rivolta anti-regime. Almeno otto i blindati penetrati all'alba (intorno alle 06:00 ora locale, le 05:00 in Italia) nella città, che conta 30mila abitanti. I residenti hanno raccontato di aver sentito colpi d'arma da fuoco e che l'esercito e gli agenti di sicurezza hanno fatto irruzione nelle case per arrestare numerosi giovani. Venerdì 6 maggio Tafas era stata teatro di una manifestazione: migliaia di abitanti di un villaggio della pianura di Hauran, a cui era stato impedito di entrare a Deraa, avevano ripiegato su Tafas e avevano marciato nella città, scandendo slogan contro il presidente Bashar al-Assad.

Gli Stati Uniti - "Non abbiamo dati certi, ma sappiamo che la Siria può ancora varare riforme. Nessuno invece credeva che Gheddafi lo avrebbe fatto". Così il segretario di Stato  americano Hillary Clinton ha sottolineato le differenze fra la situazione in Libia, in cui si è intervenuti, e in Siria, nel corso di un'intervista concessa a Lucia Annunziata, apparsa sul quotidiano La Stampa. "La gente ritiene ci sia un percorso possibile con la Siria. per questo continuiamo insieme ai nostri alleati a fare pressioni", ha aggiunto il capo della diplomazia americana, riferendosi anche alle sanzioni che sono state varate nei confronti di Damasco.

La situazione in Egitto - Torna alta la tensione anche in Egitto, paese dove è già iniziato un percorso verso la democrazia dopo le proteste popolari dello scorso febbraio, che hanno portato alla caduta del presidente Hosni Mubarak. Nella notte tra il 7 e l’8 maggio ci sono stati violenti scontri tra musulmani salafiti e copti, la comunità dei cristiani d'Africa, nel quartiere Embaba del Cairo che hanno causato 12 vittime e oltre 200 feriti. E nella mattinata di domenica c'è stata un'altra sparatoria, in cui sono rimaste ferite 5 persone. Ora la zona è off limits e presidiata da polizia ed esercito.

La chiesa di Saint Mina è stata attaccata da musulmani perché vi sarebbe stata rinchiusa una cristiana che voleva convertirsi all'Islam. Un'altra chiesa, nello stesso quartiere, è stata incendiata. Le violenze e i disordini hanno richiesto l'intervento di poliziotti in tenuta anti sommossa. L'esercito egiziano ha promesso di usare la mano dura contro i responsabili degli scontri. 190 sono le persone arrestate che saranno processate da tribunali militari. Il primo ministro egiziano Essam Sharaf ha annullato la sua visita, prevista per la giornata di domenica 8 maggio, nei paesi del Golfo e ha convocato una riunione di emergenza del Consiglio dei ministri.

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