Siria, i morti dall'inizio della rivolta sarebbero oltre 800

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La denuncia arriva dalla ong Sawasia, secondo la quale durante la sanguinosa repressione del regime di Assad sono state arrestate oltre 8mila persone. L'opposizione ora chiede elezioni democratiche entro sei mesi. FOTO E VIDEO

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E salito ad almeno 827 morti il bilancio complessivo della sanguinosa repressione del regime di Basher el Assad dopo l'ennesimo venerdì di sangue. Lo rende noto l'organizzazione siriana per i diritti umani Sawasia. Circa 8mila, invece, le persone arrestate o delle quali non si sa più nulla. Il documento evidenzia come le forze di sicurezza siriane stiano arrestando in media 500 persone al giorno. 

Il rapporto evidenzia che il maggior numero delle vittime è stato registrato a Deraa, epicentro della rivolta e da giorni sotto assedio da parte delle forze di sicurezza parte delle vittime della repressione. Intanto nella prime ore del mattino l'esercito siriano è entrato con i carri armati a Banias, una delle roccaforti della rivolta contro Basher al-Assad.
Lo ha riferito un attivista per i diritti umani che è riuscito a mettersi in contatto con alcuni abitanti nonostante siano state interrotte tutte le linee telefoniche nella città costiera del nord-ovest della Siria. I militari hanno attaccato da tre direzione i quartieri sunniti dove i
manifestanti avevano formato una catena umana per bloccare la loro avanzata. Come aveva già fatto l'esercito con Deraa, tutt'ora sotto assedio, anche a Banias sono state tagliate la luce e le comunicazioni.

L'attacco è avvenuto sabato 7 maggio all'indomani del Venerdì della sfida, l'ottavo consecutivo di proteste in Siria contro il regime di Assad, in cui ci sono stati almeno 40 morti in tutto il Paese, per lo più civili.

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