Al Qaeda conferma: "Osama Bin Laden è morto"

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Intanto dai documenti sequestrati nel covo dopo il blitz americano sarebbe emerso il progetto di una serie di attentati per il decennale dell’11 settembre. Un portavoce dei talebani: “Dal martirio dello sceicco nuovo slancio contro gli invasori”

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Al Qaeda ha confermato la morte del suo leader Osama Bin Laden. In un comunicato su alcuni forum jihadisti, il gruppo terroristico ha ufficializzato la morte del numero uno dell'organizzazione.
La notizia arriva subito dopo le indiscrezioni su un nuovo attentato che i terroristi stavano pensando portare a termine per  il decennale dell'11 settembre del 2001. Stavolta però il gruppo terrorista aveva in mente di manomettere dei treni in alcune località americane (non ancora specificate), facendoli deragliare in modo spettacolare, magari mentre percorrevano un ponte o un viadotto. E' quanto emerge dai primi documenti sequestrati nel compound pakistano dove viveva ed è stato ucciso Osama Bin Laden.
Secondo il sito della Abc, comunque, da una prima analisi di queste informazioni non emergono le prove di un pericolo specifico e imminente, di un complotto ai danni della sicurezza americana. Tuttavia, è chiaro come il gruppo che faceva capo a Bin Laden manteneva le sue aspirazioni omicide. Soprattutto rimaneva concentrato nello studio di attentati nel settore dei trasporti, in quelli che gli esperti di terrorismo chiamano “soft target”.
E ad alimentare la tensione è arrivata anche la minaccia di un portavoce talebano, Tariq Ghazniwal: "Il martirio dello sceicco Osama Bin Laden - si legge nel testo di una mail - donerà un nuovo slancio contro gli invasori in questa fase cruciale della jihad".

Obama a Ground Zero - Le rivelazioni sulle nuove mosse di Al Qaeda sono state svelate nel giorno in cui Barack Obama si è recato a Ground Zero per ricordare le vittime dell’11 settembre. Il presidente degli Sati Uniti ha deposto una corona di fiori sul luogo dell'attentato (guarda le foto), nel silenzio più totale.
Poi, ha scambiato alcune parole con parenti delle vittime, molte delle quali erano molto emozionate, alcune di loro sull'orlo delle lacrime, oltreché con diversi poliziotti della Nypd, la polizia di New York.

I dettagli del piano di Al Qaeda per il 2011 - In particolare, è stato riscontrato che nel febbraio 2010 al Qaeda stava contemplando la possibilità di portare avanti un'operazione contro dei treni proprio in occasione del decennale dell'11 settembre, quindi fra qualche mese. Si pensava semplicemente a manomettere i binari in modo da provocare un deragliamento tragicamente spettacolare, magari lungo un viadotto o un ponte, in modo da amplificare sui media l'effetto terrorizzante per la popolazione americana e occidentale.

Gli Usa: “Per ora nessun allarme”
- Ad ogni modo, il portavoce della Dhs, il Dipartimento della Sicurezza Interna, Matt Chandler ha ricordato che si tratta di un primo rapporto "ancora sommario e che potrà essere soggetto di cambiamenti". Per cui "malgrado ci sia un alto livello di vigilanza, non ci sono gli estremi per un allarme". “Non abbiamo alcun elemento per pensare a una minaccia terroristica imminente alla nostra rete ferroviaria, tuttavia - ha aggiunto Chandler - vogliamo avvisare i nostri partner del presunto complotto".

Il ruolo di Bin Laden
- Quello che però è certo e che il ritrovamento di questi documenti conferma come lo sceicco del terrore fosse ancora al centro delle attività terroristiche. Forse in modo un po' troppo precipitoso, subito dopo la sua fine, c'è stato chi si era detto sicuro che non fosse più al corrente delle operazioni che contano. Secondo Richard Clarke, consulente della Abc sul tema dell'antiterrorismo, questi documenti dimostrano invece come Bin Laden fosse ancora la guida di Al Qaeda e come avesse ancora il ruolo di vagliare e approvare gli attentati, proprio come fece l'11 settembre del 2001.

Manifestazioni anti-Usa in Pakistan - Intanto, in Pakistan, Jamat-e-Islami, il più importante partito islamico del Pakistan, ha indetto una manifestazione di protesta nelle principali città del Paese contro "le interferenze degli Usa" e l'operazione militare in cui è stato ucciso Osama Bin Laden. Jamat è il partito religioso con maggiore influenza in Pakistan, nonostante non abbia una rappresentanza parlamentare perché boicottò le ultime elezioni. La protesta è stata organizzata a Lahore (nell'est), Karachi (sud), Rawalpindi (nord) e nella capitale Islamabad e segue di qualche giorno la veglia funebre in ricordo di Osama.

Ricorso contro la decisione di non pubblicare le foto - E proprio sulle immagini che proverebbero la morte di Bin Laden (immagini che l'amministrazione americana non ha voluto pubblicare) è iniziata l'ultima battaglia legale. A combatterla, stavolta, è l'Associated Press, che ha presentato una richiesta di accesso alla documentazione e video dell'operazione che ha portato all'uccisione del numero uno di Al Qaeda, appellandosi alla legge sulla libertà di stampa, il Freedom of Information Act. L'amministrazione Usa ha ora 20 giorni di tempo per rispondere. L'opinione pubblica, ha affermato la principale agenzia di informazione americana, ha diritto di vedere le immagini della morte dell'Emiro di Al Qaeda.
"Questa Amministrazione ha voluto presentarsi come la più trasparente della storia e come molto più rispettosa della legge sulla libertà di informazione rispetto all'era Bush", ha ricordato l'Ap. Secondo Scott Hodes, ex procuratore specializzato in diritto di cronaca, lo status delle foto "è incerto", visto che la Casa Bianca non è soggetta al Freedom of Information Act mentre la Cia, così come il Dipartimento della Difesa, godono di una serie di esenzioni. "Credo che sarà dura", ha commentato Hodes, "ma non è inconcepibile che un tribunale arrivi a ordinare la pubblicazione delle foto".

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