Il corpo di Bin Laden in mare. Gli islamici: “E’ peccato”

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Un oltraggio, una commedia, una profanazione: il mondo islamico si scaglia contro la scelta delle autorità americane di gettare in acqua i resti dello sceicco perché secondo la legge coranica “ogni defunto va sepolto nella terra”

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Le autorità americane giurano di avere seguito col massimo rigore i precetti islamici per la sepoltura del corpo di Osama Bin Laden (con tanto di funerale alla salma secondo il rito religioso islamico tenuto sul ponte di una portaerei Usa nel nord del Mar Arabico), ma la scelta dell'amministrazione Usa di seppellirlo in mare ha suscitato forti perplessità nel mondo islamico, sia nelle istituzioni religiose sia fra i movimenti islamisti.

Secondo la norma islamica un corpo deve essere sepolto il prima possibile, avvolto in un telo bianco, dopo essere stato lavato e profumato d'incenso dai familiari più vicini. E soprattutto deve essere seppellito nella terra, puntualizza Al Azhar, il più prestigioso e autorevole centro di sapere teologico del mondo sunnita.

Al Azhar ha definito senza mezzi termini un "peccato" la sepoltura in mare annunciata, a cose fatte, dagli Usa, sostenendo che anche il corpo di una persona che muore annegata va ripescato e sepolto nella terra. Questo va fatto anche col corpo del capo di al Qaeda e si può fare, ha osservato Mahmoud Ashour, componente dell'accademia delle ricerche islamiche di Al Azhar, tenendo nascosto il luogo per evitare che diventi un sito di pellegrinaggio. Anche il Mufti d'Egitto, l'istituzione religiosa responsabile di interpretare la legge coranica, ha affermato che "la profanazione dei corpi dei morti è proibita della legge islamica della sharia qualsiasi sia il loro credo" e che un defunto deve essere "onorato con la sepoltura".

La decisione degli Usa di seppellire in mare il corpo del terrorista più ricercato del mondo, è stata bocciata anche da una delle principali organizzazioni islamiste egiziane, la Gamaa islamiya. La stessa che negli anni passati ha rinunciato alla violenza, ma con la quale ebbe contatti stretti in gioventù quello che oggi potrebbe diventare il nuovo capo di al Qaeda, il suo attuale numero due, Ayman al Zawahiri. Secondo la Gamaa islamiya il tentativo degli Usa di seppellire in mare Osama Bin Laden è "una commedia, un oltraggio e una mancanza di rispetto".

L'organizzazione islamica apre anche un altro fronte sostenendo che dovrebbe essere l'Arabia saudita, terra di nascita di Bin Laden, a chiedere agli americani di ospitare la sepoltura dello sceicco del terrore. Proprio l'Arabia saudita, insieme al Pakistan, invece, si è rifiutata di prendere in consegna un corpo così scomodo, probabilmente nel timore che questo possa attirare seguaci della jihad, anche se la tradizione wahabita ultra conservatrice, che governa il regno saudita, prevede che non rimanga traccia di una tomba dopo l'inumazione, dato il divieto di venerare i defunti.

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