Gheddafi: "La guerra sarà trasferita in Italia"

Il Colonnello Gheddafi col premier Berlusconi
1' di lettura

Il raìs torna ad attaccare il nostro Paese: "Il mio amico Silvio Berlusconi ha commesso un crimine". Poi, rivolgendosi alla Nato, ha aggiunto: "Non lascerò mai la Libia, ma siamo pronti a un cessate il fuoco non unilaterale, è ora di negoziare la pace"

Guarda anche:
Guerra in Libia: LO SPECIALE
Guerra in Libia: tutte le immagini

Mentre in Italia continua il braccio di ferro tra Lega e Berlusconi sul ruolo del nostro paese nel conflitto in Libia, il Colonnello è tornato a farsi sentire.
Muammar Gheddafi ha annunciato che non lascerà il potere e ha chiesto negoziati con Usa e Francia per "fermare i bombardamenti della Nato" e si è detto pronto ad un cessate il fuoco "non unilaterale". "Paesi che ci attaccate, fateci negoziare con voi", ha detto il colonnello in un discorso di 80 minuti in diretta tv. "Noi non li abbiamo attaccati, non abbiamo oltrepassato i loro confini, perché loro ci stanno attaccando?", ha chiesto il leader libico. Gheddafi ha anche detto di essere pronto a far tacere le armi, a patto che sia unilaterale e non solo per le forze lealiste che combattono contro i ribelli. "Siamo i primi ad accogliere un cessate il fuoco, la porta alla pace è aperta", ha detto.

Attacco all'Italia - Ma c'è anche un duro riferimento all'Italia nel discorso pronunciato dal leader libico Muammar Gheddafi. "Tra noi e l'Italia è guerra aperta", ha detto il Colonnello nel discorso trasmesso dalla tv di stato. "Il governo italiano oggi attua la stessa politica fascista e coloniale dei tempi dell'occupazione", ha proseguito  Gheddafi, affermando che nel 2008 l'Italia "ha fatto le sue scuse e  ha detto che (il colonialismo, ndr) è stato un errore che non si sarebbe ripetuto, ma ora sta facendo lo stesso errore".
Un riferimento ai raid aerei che l'Italia ha cominciato a condurre sulla Libia nell'ambito dell'operazione Nato contro il regime. "Con rammarico prendiamo atto che l'amicizia tra i due popoli è persa e che i rapporti economici e finanziari sono stati distrutti".  "Quindi - ha continuato - i libici hanno ragione in quel che dicono e io non posso porre un veto sulle decisione dei libici che vogliono difendere la loro vita e la loro terra e trasferire la battaglia nei territori nemici".

"Berlusconi ha commesso un crimine" - "Il mio amico Silvio Berlusconi ha commesso un crimine" autorizzando i bombardamenti italiani sulla Libia, ha anche aggiunto Gheddafi. "Avete commesso un crimine, l'ha commesso il mio amico Berlusconi, l'ha commesso il Parlamento italiano. Ma ci rendiamo conto che non esiste un Parlamento in Italia, né tanto meno la democrazia. Solo l'amico popolo italiano vuole la pace".

Continuano i bombardamenti sulla Libia - Proprio durante il discorso del colonnello, i jet della Nato hanno lanciato almeno tre missili contro obiettivi prossimi all'edificio che ospita i locali della tv di Stato, senza causare danni. Le bombe hanno aperto una voragine nei pressi del ministero della Giustizia e hanno colpito altri due uffici governativi.

"Non lascerò mai" - La Nato "deve abbandonare ogni speranza che Gheddafi lasci il potere, non lascerò il mio Paese e combatterò fino alla morte", ha detto il leader libico. "Siamo pronti a negoziare con Usa e Francia ma senza precondizioni", ha chiarito. "Non ci arrenderemo, ma vi chiedo di negoziare. Se volete petrolio, firmeremo contratti con le vostre aziende, non vale la pena andare in guerra per questo", ha spiegato. "Sono sacro per il popolo libico, sono un simbolo e un padre per loro, più sacro dell'imperatore del Giappone", ha concluso il colonnello.

Guarda tutti i video sulla guerra in Libia:

Leggi tutto