Strage di Marrakech, il Marocco vede la mano di Al Qaeda

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Il governo cerca le risposte all’attentato al caffè Argana che ha provocato 16 vittime e nel frattempo il portavoce annuncia: "Non rimetteremo in discussione il processo di riforme già avviato, resisteremo a ogni tentativo di destabilizzazione"

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Il video dell'attentato in Marocco

Il giorno dopo la terribile esplosione nella caffetteria Argana nella piazza Jamaa el-Fna di Marrakech, il governo del Marocco prova a cercare le risposte mentre deve fare i conti con il bilancio che si aggrava. Sono infatti salite a 16 le vittime dell'attentato (tra questi sei francesi), dopo la morte nella notte di due persone rimaste ferite in modo grave.

Una fonte ufficiale di Rabat riferisce che il governo marocchino sospetta il coinvolgimento di al Qaeda nell’esplosione al caffè Argana.

E intanto il ministro della comunicazione e portavoce del governo Khalid Naciri ha annunciato che il processo di riforme politiche avviato in Marocco non sarà rimesso in discussione dopo la strage.
Il ministro Naciri ha detto che il Marocco "è impegnato in un processo di riforma globali che riguarda tutti i settori e che non sarà rimesso in discussione. La decisione è salda". Il processo, ha aggiunto il ministro- portavoce, "non si fermerà e il Marocco sarà più forte nella sua resistenza a ogni tentativo di destabilizzazione". In un discorso pronunciato il 9 marzo, re Mohammed VI, come reazione alle richieste della piazza, ha annunciato importanti riforme costituzionali, con la separazione dei poteri e l'indipendenza della giustizia.

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