Siria, tank contro i manifestanti: decine di morti a Daraa

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Centinaia di soldati occupano la città, centro della rivolta contro Assad. Testimoni raccontano di numerosi corpi per le strade e cecchini sui tetti. Smentita dal governo la chiusura della frontiera con la Giordania. Gli Usa: "Brutale violenza". VIDEO

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Le autorità siriane hanno deciso l'avvio di una vasta campagna militare contro le roccaforti delle proteste anti-regime, proteste senza precedenti e in corso da oltre un mese, nella regione meridionale al confine con la Giordania e in altre località del Paese, causando la morte - secondo attivisti e testimoni oculari - di decine di civili. La tv di Stato di Damasco, citando una fonte governativa, ha giustificato l'azione, condotta solo nel sud da oltre 3.000 militari e da altre migliaia di agenti delle forze di sicurezza, affermando che le operazioni sono state decise per evitare che a Daraa, capoluogo della regione meridionale dell'Hawran, venisse creato un "emirato islamico comandato da un emiro salafita" (integralista).
Dalla vicina Giordania le autorità hanno affermato che il valico di frontiera è stato di fatto chiuso dai siriani, ma da Damasco la notizia è stata smentita.

Gli Usa: "Brutale violenza" - Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno denunciato "la brutale violenza attuata dal governo della Siria contro il suo popolo" e hanno detto di voler valutare "una gamma di possibili opzioni, comprese sanzioni mirate, per rispondere a questa situazione e per sottolineare che questa condotta e' inaccettabile".
Mentre per tutta la notte giungevano aggiornamenti del bilancio dei manifestanti uccisi il 24 aprile (13 in tutto) a Jabla, porto a nord-ovest di Damasco dove, secondo testimoni, le forze di sicurezza avrebbero sparato domenica sui dimostranti per lo più sunniti, intorno alle sei del mattino del 25 aprile sono arrivate le prime notizie di vittime a Daraa e in altre località circostanti. Secondo i testimoni, che per comunicare con l'esterno usano linee telefoniche cellulari giordane visto che quelle locali e quelle fisse sono da giorni interrotte, l'attacco dei militari di Damasco è cominciato attorno alle 4:00, poco prima dell'alba.

Corpi abbandonati in strada - Protetti da almeno dieci tra carri armati e mezzi blindati, i soldati e gli agenti di sicurezza sono entrati in città e hanno sparato contro le case e i pochi civili nelle strade. Nella giornata del 25 aprile, sono circolate voci sull'uso di proiettili di mortaio da parte dell'esercito e della presenza di cecchini sui tetti dei palazzi.
Attivisti e testimoni parlano di decine di morti. Le autorità siriane hanno espulso quasi tutti i giornalisti stranieri dal Paese ed è quindi impossibile verificare le informazioni o l'autenticità dei numerosi video amatoriali pubblicati in queste ore su Youtube.
Da quanto si apprende da alcune organizzazioni umanitarie, alcuni corpi senza vita sarebbero ancora abbandonati nelle strade di Daraa, città fantasma, in serata domata dai soldati di Damasco.
L'esercito siriano è penetrato anche in altre località vicino a Daraa: Enkhel, Nawa, Jassem e Izraa, teatro sabato 23 aprile dell'uccisione di decine di persone che intendevano partecipare ai funerali dei "martiri" uccisi nel "Venerdì Santo", giorno in cui le forze di sicurezza avrebbero freddato oltre cento manifestanti. Secondo il bilancio fornito dagli attivisti, in Siria dall'inizio della repressione sarebbero morte circa 400 persone.

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