Libia, gli insorti esultano: "Misurata è libera"

Ribelli libici. credits foto: Getty
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Dopo un assedio durato due mesi, l'esercito di Gheddafi lascia la città. Negli scontri tra ribelli e lealisti si contano oltre 25 morti e 100 feriti. Il Pentagono annuncia il primo bombardamento con droni Predator, mentre continuano i raid Nato su Tripoli

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"Misurata è stata liberata" - Se il destino di Muammar Gheddafi si decide a Misurata, l'unica città della Tripolitania nelle mani dei ribelli libici, la svolta potrebbe arrivare dal ritiro che le truppe del Colonnello sembrano aver iniziato sabato 23 aprile dopo un assedio durato quasi due mesi.  
"Misurata è libera", è stato il proclama di Gemal Salem, portavoce dei ribelli locali, arrivato dopo l'annuncio del ritiro fatto dal viceministro degli Esteri libico, Khaled Kaim, che venerdì 22 aprile ieri aveva riferito la decisione del regime di affidare alle tribù locali il compito di affrontare gli insorti nella terza città libica: "La pressione su Misurata sarà allentata
e ad occuparsene, con le buone o le cattive, saranno le tribù e la gente di Misurata, non più l'esercito libico".

I ribelli cantano vittoria, ma i combattimenti continuano, e si lasciano dietro una scia di sangue. "Al momento abbiamo 25 morti e 100 feriti", ha raccontato Khalid Abiu Salra, medico nell'ospedale Hikma. "Già i dieci morti della mattina di sanato 23 aprile erano il doppio del bilancio di vittime che abbiamo registrato quotidianamente. L'ospedale è strapieno, mancano medicine, manca personale". I soldati di Gheddafi, raccontano i ribelli,
avrebbero minato appartamenti, strade e persino i cadaveri: "Dopo che le forze di Gheddafi se ne sono andate, un abitante è rientrato nella propria abitazione. Quando ha aperto il frigo, una esplosione lo ha colpito in volto. La stessa cosa accade con i cadaveri, quando cerchiamo di spostarli".

Attacco droni Usa - A mettere coraggio ai ribelli è stato anche il primo attacco messo a segno dai droni che gli Stati Uniti hanno messo a disposizione della Nato. Il Pentagono ne ha dato l'annuncio, aggiungendo che si è verificato nel primo pomeriggio di sabato 23 aprile e ha colpito una postazione missilistica dei lealisti a Misurata.
Qualche ora prima un raid aereo dell'Alleanza aveva colpito un terreno poco distante dalla residenza di Muammar Gheddafi, a Bab-al-Azizia. L'area sembra ospitare un bunker, ma il regime ha mostrato la zona bombardata ai giornalisti stranieri sostenendo che si trattasse solo di un parcheggio e di una fognatura. Secondo fonti governative, nel  bombardamento
sarebbero morti tre civili.

Raid su Tripoli - Continuano, però, i raid aerei delle forze Nato che sono tornati a colpire Tripoli. Subito dopo il passaggio dei jet dell'Alleanza sono state udite diverse esplosioni nella capitale libica.

Asso Ventidue torna in Italia - Intanto, stanno tornando in Italia i connazionali a bordo di Asso Ventidue, il rimorchiatore italiano rimasto sotto il controllo di militari libici armati per un mese. "E' finito un incubo", dicono le famiglie dei marinai.
La soluzione della vicenda - spiega l'armatore, Mario Mattioli - è stata possibile "grazie alla via diplomatica, ai suoi massimi livelli". Non è stato pagato alcun riscatto, assicura la compagnia Augusta Offshore, proprietaria della nave, ma nemmeno erano mai giunte alla società richieste di denaro.

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