Libia, soldati di Gheddafi si consegnano alla Tunisia

Libia, un ribelle anti-Gheddafi
1' di lettura

Oltre cento militari, incalzati dall'offensiva dei ribelli, avrebbero passato il confine. Tra essi, anche tredici ufficiali. A Bengasi intanto arriva il senatore Usa John McCain per incontrare i leader del Consiglio Nazionale Transitorio. VIDEO E FOTO

Guarda anche:
Guerra in Libia: LO SPECIALE
Guerra in Libia: tutte le immagini

Sono più di cento i soldati libici che, nelle ultime ore, incalzati dall'offensiva dei ribelli anti-Gheddafi sul versante occidentale della Libia, hanno passato il confine tunisino, a Dhiba, per consegnarsi. I militari, confermano i media locali, hanno attraversato la linea di confine disarmati. Tra essi, anche tredici ufficiali. Secondo alcuni testimoni, citati dai media tunisini, i soldati libici, una volta disfattisi delle armi, hanno percorso a piedi i circa duecento metri che separano i due versanti - della Libia e della Tunisia - del posto di frontiera di Dhiba, ieri teatro di un feroce combattimento. Su di esso, una volta conquistato dagli insorti, il vessillo verde è stato sostituito da quello monarchico scelto dai ribelli, mentre, riferisce l'Afp, un trattore ha demolito il grande ritratto di Gheddafi che, sino a ieri, campeggiava sul confine. Alcuni soldati libici, rimasti feriti negli scontri di ieri, sono stati portati nell'ospedale tunisino di Dhiba. 

Visita a Bengasi - A dare un ulteriore sostegno agli insorti, intanto, è arrivato in Cirenaica il senatore Usa, John McCain che ha visitato il quartier generale degli insorti. McCain, che è il politico Usa di più alto rango ad arrivare a Bengasi e che incontrerà i leader del Consiglio Nazionale Transitorio, è stato accolto al suo arrivo nella sede dei ribelli da una folla di una cinquantina di persone, che scandivano slogan inneggianti agli Usa: "Libia libera, Gheddafi se ne vada: grazie America, grazie Obama".

Droni americani e addestratori europei
- In arrivo, a sostegno degli insorti, dovrebbero arrivare enro breve droni dagli Usa, e istruttori militari da Italia, Francia e Gran Bretagna. Ulteriori aiuti che dovrebbero servire a  invertire le sorti di una guerra che si fa giorno per giorno più sanguinosa. Aiuti che, tengono a precisare gli insorti, non devono prevedere truppo stranieri sul suolo libico. I droni dovrebbero dare alle truppe Nato maggiore precisione per colpire gli obiettivi anche vicini a zone affollate, ha spiegato il generale, James Cartwright, vice-comandante del Stato maggiore Congiunto. "Ora c'è una mescolanza di linee, quindi è molto difficile distinguere l'amico dal nemico, un ordigno come il Predator può scendere in basso e quindi ottenere la migliore visibilità (sugli obiettivi)".



Tutti i video sulla Libia:

Leggi tutto