Vittorio Arrigoni, la sua testimonianza da Gaza a Facebook

1' di lettura

Dal blog a Youtube, il volontario italiano ucciso a Gaza comunicava e rispondeva con ogni mezzo che la rete offriva. Video, testimonianze e scontri, a volte anche duri, che restano ora, come una sorta di testamento umano

Leggi anche:
Chi era Vittorio Arrigoni: le foto
Da Roma a Gaza: "Ciao Vittorio". Foto
La mamma di Arrigoni: "Sono orgogliosa di lui". VIDEO


(in fondo al pezzo i video su Vittorio Arrigoni)

di David Saltuari

"Il mio epitaffio potrebbe essere quel passaggio di Sade: mi ostino a vivere perché anche da morto io continui a essere la causa di un disordine qualsiasi." E con questa citazione di Carmelo Bene che Vittorio Arrigoni, chiedeva di venire ricordato dalle pagine del suo blog, Guerrilla Radio. Il cooperante italiano ucciso nella notte tra giovedì 14 e venerdì 15 aprile da un gruppo salafita  era un attivista figlio della sua generazione. Presente sul territorio, ma ancora più presente in rete, aveva intuito che il proprio lavoro avrebbe avuto ancora più senso se fosse riuscito a farlo conoscere al mondo, usando tutti gli strumenti che la rete gli offriva. Video, post, tweet e status: tutto questo adesso ci racconta quella che è stata la sua vita.

Il blog di Vittorio Arrigoni è nato nel luglio del 2004. Come molti blogger, i primi post spaziano un po' sui più vari argomenti, pieni soprattutto di citazioni di altri, da Beppe Grillo a Michael Moore. Ma via via, scorrendo i mesi, i suoi interventi diventano sempre più personali, con racconti e testimonianze di prima mano dalla Striscia di Gaza, tanto da fargli iniziare una collaborazione con Il Manifesto, il quotidiano che oggi lo ha ricordato una frase a lui cara: "Restiamo umani". L'ultimo post di Arrigoni, datato 13 aprile, racconta di 4 palestinesi rimasti uccisi nel crollo di un tunnel sotto il confine di Rafah. Un'occasione per Arrigoni, per spiegare quali sono le difficoltà a Gaza per avere beni di prima necessità.

Su Facebook (dove ora molti utenti stanno cambiando il proprio status con il titolo del suo libro Restiamo Umani) aveva raggiunto il limite massimo dei 5mila amici e, come molti altri, si era aperto una fan page da dove tenere aggiornate le persone che seguivano la sua attività. Una presenza attiva, quella di Arrigoni sul web, tanto da aver fatto nascere, negli ultimi anni, anche dei gruppi di avversari. Risposta a Vittorio Arrigoni era un gruppo nato con l'intento "di rispondere al facile buonismo ed alla propaganda di un certo tipo di informazione" e che aveva portato alla creazioni di ulteriori gruppi e controgruppi, in una strana dialettica virtuale. Ora, dopo la morte dell'italiano i suoi critici annunciano l'imminente chiusura della loro pagina. Nelle ultime ore i post "contro" avevano lasciato spazio a un'informazione sempre più partecipata al destino di Arrigoni, fino all'ultimo messaggio: "Tutto lo staff degli admin di questa pagina esprime le sue più sentite condoglianze alla famiglia di Vittorio Arrigoni. Contestavamo le sue idee ed era una battaglia accesa, ma mai avremmo voluto vedere un simile epilogo: avremmo preferito continuare a discutere, anche in maniera animata come abbiamo sempre fatto. Siamo profondamente rattristati. Al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni di questa tragedia, e in segno di rispetto per Vittorio Arrigoni e la sua famiglia, la pagina chiuderà a breve."

Ma era soprattutto su YouTube dove Arrigoni postava la maggior parte del suo materiale. Un canale che lui usava come una finestra aperta sulla sua vita e dove, emblematicamente, sono state mostrate anche gli ultimi attimi della sua vita.

Molti però i filmati che raccontano l'attività quotidiana di Arrigoni. Nel video qui sotto, diffuso nelle ore successive alla sua morte, il volontario italiano racconta l'inizio del suo lavoro e del suo impegno e ricorda il suo primo arrivo a Gaza.




Imbarcato sui pescherecci palestinesi, a fare da scudo umano, Arrigoni riprendeva con la sua videocamera l'attività della marina militare israeliana, il cui compito è di limitare il raggio d'azione delle navi partite da Gaza. In questo video il volontario italiano mostra gli spari delle navi da guerra israeliane verso l'imbarcazione palestinese:



Ma Vittorio Arrigoni continuava a seguire anche quello che succedeva in Italia e usava YouTube per lanciare i suoi messaggi. In uno dei suoi video più discussi risponde a Roberto Saviano, che pochi giorni prima aveva partecipato a Roma alla manifestazione "Per la verità, per Israele".




Leggi tutto