Libia, a Misurata rischio massacro. Raid Nato su Tripoli

Libia, bombardamenti da parte delle forze di Gheddafi contro i ribelli
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I ribelli chiedono di intensificare gli attacchi contro Gheddafi. A Berlino i 28 alleati si impegnano ad andare "avanti fino allo stop delle violenze contro i civili". Frattini: "Più sostegno agli insorti ma niente armi". Bombardamenti sulla capitale

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I 28 alleati della Nato si sono impegnati a Berlino a "provvedere a tutte le necessarie risorse" e a garantire "la massima flessibilità operativa" nell'ambito del loro mandato per la missione militare in Libia. Lo ha riferito il segretario generale della Nato, Ander Fogh
Rasmussen, dicendosi "fiducioso" sul fatto che i paesi membri risponderanno alla richiesta di più risorse.
"Abbiamo bisogno di più aerei in grado di attaccare bersagli al suolo", ha aggiunto.
La città di Misurata, intanto, continua ad essere sotto assedio delle forze di Gheddafi e per i ribelli c'è il rischio di un massacro. A Tripoli, invece, sono ripresi i raid Nato.

I ribelli: "A Misurata si rischia il massacro" - Poco prima dell'avvio dei lavori a Berlino, gli insorti libici avevano rivolto un disperato appello alla Nato, chiedendo ai Paesi dell'Alleanza di intensificare gli attacchi contro Gheddafi, altrimenti a Misurata sarà "un massacro". Sulla città libica, sotto assedio da settimane, oltre 80 missili Grad sono stati sparati dalle forze del raìs uccidendo diversi civili. “Ci sarà un massacro se la Nato non interviene con forza", ha detto un portavoce degli antigovernativi, identificatosi come Abdelsalam, in una telefonata all'agenzia di stampa Reuters.

Raid su Tripoli - Gli aerei della Nato, intanto, hanno iniziato raid aerei su Tripoli. Lo ha reso noto il canale televisivo Al-Libiya riportando anche "vittime civili". Testimoni oculari hanno sentito quattro esplosioni e hanno visto fumo nella parte a sudest della città. Una di queste esplosioni è stata registrata proprio vicino al bunker di Gheddafi di Bab al-Aziza. Sono stati udite anche le risposte dei missili di difesa anti-aerea.

Il vertice a Berlino - Durante il vertice Nato a Berlino, il segretario di Stato Usa Hillary Clinton si è detta preoccupata per le "atrocità" a Misurata ma non ha fatto cenno di un possibile nuovo coinvolgimento degli Usa nei raid aerei.
Evidenziando le preoccupazioni circa le tensioni nell'alleanza, la Clinton ha invitato la Nato a mantenere "unità e risolutezza" contro Muammar Gheddafi che, ha detto la Clinton, sta mettendo alla prova la determinazione dell'Occidente.
Diversi membri della Nato hanno respinto l'invito di Francia e Gran Bretagna a contribuire maggiormente negli attacchi aerei, condotti sotto mandato delle Nazioni Unite, mentre i funzionari Usa hanno detto che i militari dell'alleanza non hanno chiesto maggiori risorse.

Critiche alla Nato dai Paesi del Brics - Su 'Unified Protector' è giunta una doccia fredda dai cinque Paesi emergenti del Brics - Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica - che si sono dichiarati contrari all'uso della forza in Libia. Il presidente russo Dimitri Medvedev ha detto che l'operazione militare Nato è contraria alla risoluzione del consiglio di sicurezza Onu. La questione sarà discussa venerdì 15 aprile a Berlino al Consiglio Nato-Russia (con il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov), che concluderà la due giorni berlinese.

Al Cairo la riunione Lega araba, Onu, Ua e Ue - In contemporanea con il meeting dell'Alleanza, al Cairo si tengono i lavori della conferenza sulla Libia organizzata presso la Lega Araba con Onu, Unione africana e Ue. Davanti alla sede della Lega Araba manifestanti espongono cartelli con la scritta in inglese "salvate Misurata", mentre il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha espresso "grave preoccupazione per l'escalation della violenza e per le violazioni dei diritti umani" in Libia.

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