Germania, arriva l'eco Cancelliere?

I Verdi tedeschi festeggiano la vittoria nel Baden Wuerttemberg: da sinistra Juergen Trittin, Eveline Lemke, Renate Kunast e Winfired Kretschmann
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Secondo un sondaggio se si votasse oggi i verdi tedeschi vincerebbero le elezioni e potrebbero nominare il capo del governo. Un risultato storico dovuto solo in parte agli effetti del dopo Fukushima

di David Saltuari

Il prossimo cancelliere tedesco potrebbe essere un Verde. E' quanto emerge dal sondaggio condotto da Forsa (uno degli istituti statistici più importanti in Germania) commissionato dalla rivista Stern e della rete RTL, secondo cui, se si votasse oggi, il partito ecologista raggiungerebbe il 28% dei consensi. Sempre secondo la stessa ricerca la Cdu di Angela Merkel scenderebbe al 30% e la Spd si attesterebbe al 23%. Con questo risultato l'eventuale alleanza rosso-verde avrebbe oltre la metà dei consensi e i Grunen, in quanto membro forte della coalizione, avrebbe diritto a esprimere il Cancelliere. Sarebbe il primo capo di Governo di un partito ambientalista in Europa e forse nel mondo.

Il successo dei Verdi in Germania parte da lontano. Il partito ecologista è l'unico ad aver registrato negli ultimi anni un costante aumento dei propri iscritti (lo scorso anno venne raggiunta la quota storica di 50mila), mentre gli altri raggruppamenti storici, la Cdu, la Spd e la Fdp soffrono da decenni di una costante emorragia di militanti. Il 28% raggiunto nel sondaggio è un record "Virtuale", ma il partito guidato da Claudia Roth e Cem Özdemir si attesta oltre il 20% già da più di un anno. Ad aver dato l'ultima spinta verso l'alto ha contribuito poi il dibattito sul nucleare, partito dopo il disastro di Fukushima in Giappone. La Merkel, pro nucleare, si è vista costretta a sposare una politica più prudente e in qualche modo ecologista. Una mossa, secondo il direttore dell'Istituto di ricerca statistiche Forsa, che ha rafforzato proprio i Verdi. Alle elezioni locali del 27 marzo i Verdi sono riusciti ad eleggere il primo governatore della loro storia nel Baden Wuerttemberg, mentre Renate Künast, portavoce del partito al Bundestag, è data in testa in vista del voto autunnale per il governatore della Città-Land di Berlino.

Un successo che il movimento ambientalista non è mai riuscito a raggiungere in Italia. "La situazione è diversa - spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - in Germania si è costruito uno spazio sociale molto sensibile anche verso la green economy, mentre da noi la politica ambientalista non ha la stessa storia e redicamento." Il disastro di Fukushima, però, può avere un impatto politico e forse elettorale anche nel nostro Paese: "Certo, non c'è dubbio che quanto accaduto in Giappone ha fatto prendere coscienza anche a molti elettori qui in Italia, e mi aspetto una partecipazione più alta al referendum sul nucleare - continua Cogliati Dezza - ma i Verdi in Germania erano forti anche prima del disastro giapponese".

Legambiente fa parte del comitato delle associazioni che sostengono il referendum contro il nucleare (si vota il 12 giugno). "Forse quello spazio politico da noi è stato occupato in modo trasversale dalle associazioni - continua il presidente di Legambiente - I gruppi ecologisti in Italia, più che creare un'unica forza politica hanno trovato rappresentanza nei partiti tradizionali. Oggi gli ambientalisti si trovano all'interno di Rifondazione come di Futuro e Libertà. Il partito dei Verdi ha forse fatto l'errore all'inizio di collocarsi troppo rigidamente all'interno di un'alleanza di sinistra".


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