Libia, decine di morti per il fuoco amico della Nato

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Uccisi per errore ribelli a Brega e Ajdabiya. Appello delle Nazioni Unite per portare aiuti umanitari a Misurata. Intanto è giallo sulla presenza di truppe francesi nel sud del Paese. E Reporters Sans Frontieres denuncia la scomparsa di 4 giornalisti

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Mentre resta inascoltato l'appello delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco a Misurata, la situazione in Libia vede in difficoltà i ribelli. Migliaia di civili stanno fuggendo precipitosamente da Adjabiya mentre gli aerei Nato avrebbero ucciso per sbaglio alcuni di loro. Ed è giallo sulla presenza di truppe francesi nel sud del Paese

Ribelli colpiti da fuoco amico - La Nato sbaglia e, invece di colpire le postazioni di Muammar Gheddafi, spara sui ribelli libici e ne indebolisce le posizioni nell'est, l'area del Paese che l'esercito di Gheddafi non riesce a conquistare. Gli aerei dell'Alleanza hanno centrato un blindato a Brega, ucciso cinque di loro e ferito altri 10. Secondo al Arabiya, tra le file dei ribelli si contano almeno 50 cadaveri. Ad Ajdabiya, da cui la popolazione fugge in seguito alle voci di un imminente attacco dei lealisti, i missili dell'Alleanza avrebbero ucciso per sbaglio 13 ribelli. Altri cinque ribelli sono stati uccisi dai lealisti a Misurata, assediata da più di 40 giorni. L'Onu aveva chiesto un cessate il fuoco per consentire l'arrivo di aiuti umanitari nella città che sembra sempre più condividere il destino che fu di Sarajevo durante la guerra nell'ex Jugoslavia.

Insorti pronti all’attacco -
Bengasi, che giovedì 7 aprile ha fatto partire da Tobruk il primo carico di mille barili di petrolio diretti in Cina, si prepara a "una grande battaglia" militare contro le forze lealiste: ad annunciarla è stato il generale Abdul Fattah Younis al Abidi, a capo dell'ala militare del Consiglio Nazionale Transitorio. Sono arrivati, ha detto, "rinforzi di uomini e mezzi e il morale delle truppe è molto alto".

La diplomazia accelera - Lo stallo nel conflitto libico, e i ricorrenti episodi di fuoco amico, costringono la diplomazia internazionale ad accelerare gli sforzi per arrivare a un esilio volontario di Muammar Gheddafi. Ne hanno parlato a Washington il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, e il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, e il tema finirà sul tavolo della riunione del Gruppo di Contatto sulla Libia a Doha, che è stata convocata per mercoledì prossimo. Il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, sta cercando di convincere" a partecipare alla riunione anche l'Unione Africana, che a causa di contrasti interni aveva disertato in extremis sia il vertice londinese sia quello precedente a Parigi del 19 marzo, in cui fu deciso l'intervento della coalizione multinazionale. Juppé ha ricordato che compito del Gruppo di Contatto e' "garantire la guida politica delle operazioni militari, e l'applicazione delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite". La Francia preme perché al Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'Ue di lunedì prossimo partecipino anche emissari del Consiglio Nazionale Transitorio stabilito a Bengasi.

Mistero truppe francesi –
Intanto è mistero su un commando di forze speciali francesi in supporto ai ribelli nell’area desertica di Al Hamada Al Hamrah, nel sud ovest della Libia, che sarebbe scomparso. Secondo alcune fonti non ufficiali, la truppa sarebbe stata tratta in salvo. La Francia avrebbe quindi chiesto all’Algeria il permesso di usare il suo spazio aereo e due basi dove inviare squadre di ricerca. La Nato ha però ribadito che "non ha truppe sul terreno" in Libia. L'esistenza di 'forze parallele' a quelle che operano sotto comando Nato in Libia è ormai acclarata: secondo varie informazioni, nel teatro libico sono sicuramente presenti commando speciali inglesi del Sas, paramilitari della Cia e anche membri dell'esercito spagnolo che starebbero addestrando su base volontaria i ribelli.

Giornalisti scomparsi –
Reporters Sans Frontieres ha reso noto che risulterebbero scomparsi dal 4 aprile quattro giornalisti stranieri (due statunitensi, James Fowley e Claire Morgane, un sudafricano, Anton el Harmme, e uno spagnolo, Manuel Varela). "L'organizzazione ha appreso da fonti sicure la scomparsa di quattro giornalisti, avvenuta nell'est del Paese il 4 aprile scorso", si legge in un comunicato di Rsf nel quale si protesta inoltre contro il mancato rinnovo dei visti di 26 giornalisti stranieri, "invitati" a Tripoli dal regime di Muammar Gheddafi e vittime ora di una "espulsione" dal Paese. Secondo l’agenzia di stampa spagnola Efe, i quattro sarebbero stati portati via da un gruppo di uomini armati vicino al regime di Gheddafi, mentre attraversavano una linea del fronte governativo sulla strada che collega Brega ad Agedabia, teatro da giorni di violente battaglie.

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