Brasile, un ex alunno fa strage in una scuola media

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Un giovane di 23 anni è entrato in un istituto di Rio de Janeiro e ha aperto il fuoco causando vittime e feriti. Poi si è tolto la vita. Il ragazzo ha lasciato una lettera in cui spiegherebbe i motivi del gesto

Strage in una scuola di Rio: la fotogallery

Un giovane di 24 anni ha fatto irruzione nella sua ex scuola media di Rio de Janeiro sparando all'impazzata, uccidendo 11 alunni, di cui nove bambine, e ferendone una ventina. Tre minuti di una strage feroce: con due pistole e ben otto caricatori l'assassino ha colpito alla testa ragazzini dai nove ai 13 anni che fuggivano in preda al panico e poi si è suicidato.

La presidente brasiliana Dilma Rousseff ha pianto parlando dei "brasilianini" (piccoli brasiliani) morti nell'eccidio: "Non è caratteristica del Brasile assistere a questo tipo di crimini". Nel 1999 a Columbine, negli Stati Uniti, due studenti di una scuola del Colorado avevano ucciso 12 alunni e un professore prima di suicidarsi in una circostanza molto simile a quella di Rio.

La carneficina è avvenuta al mattino, poco dopo che gli  studenti erano entrati nella scuola comunale Tasso da Silveira,  nel quartiere Realengo, alla periferia ovest di Rio. Wellington Menezes de Oliveira si è presentato davanti all'istituto indossando un'uniforme militare nera, guanti e un giubbotto anti proiettile, ed è salito indisturbato fino al terzo piano dell'edificio. Poi ha iniziato a sparare più di 100 colpi contro gli alunni dell'ottavo anno (da 12 a 13 anni) che assistevano a una lezione di portoghese.

"Non ho mai visto una cosa simile in 26 anni di servizio - ha detto Djalma Beltrame, capo del 14/mo battaglione della Polizia Militare di Rio - Era allucinato. Ha sparato con due pistole calibro 38. E' stato un atto premeditato. Ha lasciato una lettera in cui si parla sconclusionatamente di religione musulmana". Altre testimonianze dicono che, nel caos più totale, professori sono arrivati a chiudersi a chiave dentro le classi per proteggere gli alunni. "Abbiamo incominciato a sentire spari - ha dichiarato una dipendente della scuola - Con l'eco sembrava che l'edificio stesse crollando. E' stato orribile".

Eroe della giornata è stato il sergente Marcos Alves, della polizia militare carioca, che, chiamato da due bambini feriti, è accorso da solo quando ancora Wellington stava sparando. L'ha centrato a una gamba interrompendo il massacro che se no sarebbe ancora andato avanti chissà quanto. L'assassino, caduto a  terra, si è subito suicidato.

La sorellastra di Wellington, Rosilane, ha confermato alla  stampa che era un ex alunno della Tasso da Silveira, e che  viveva da solo, non aveva amici: viveva su internet. Si era  lasciato crescere una barba lunga e "parlava di cose musulmane: era un poco matto". Sono cominciate a circolare anche voci che fosse sieropositivo. E' stato identificato grazie ad una carta d'identità che portava addosso.

Tra i feriti più gravi ce ne sono quattro che lottano fra la vita e la morte nell'ospedale Albert Einstein di Rio. La scuola Tasso da Silveira, in un quartier misto, residenziale e di favelas, ha circa 400 alunni nel turno di mattina, e accoglie anche studenti disabili.

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