Tra i marines in viaggio verso la Libia: il diario di bordo

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La loro vita ora è il mare, la loro famiglia l’equipaggio. Ma “il vento e la salsedine non hanno tolto la voglia di scherzare” ai civili e ai militari della Peary (che rifornisce di uomini e mezzi le navi da guerra ) come racconta l’inviato di SkyTG24

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di Tiziana Prezzo

Dal 28 di marzo fino al primo di aprile una troupe di SkyTG24 ha seguito le operazioni della marina militare americana impegnata nell’operazione “Odyssey Dawn” nel Mediterraneo. Per farlo, ha viaggiato su una nave di supporto, la USNS Robert E. Peary. Compito della Peary, il cui equipaggio è principalmente civile, è quello di rifornire le navi da guerra di uomini e mezzi. Quello che segue, è un racconto “a margine” di tutte le operazioni militari che la troupe di Sky ha raccontato su SkyTG24.

Il viaggio sulla USNS Robert Peary non è un semplice viaggio per rifornire le navi da guerra americane impegnate nell'operazione Odyssey Dawn . E' anche una discesa nelle viscere dell'America. Quell'America che poco si racconta, l'America del mid-west e degli Stati del Sud, l'America della working class e dei neri dall'accento cantilenato.

Quell'America dal volto struccato e dalla pelle solcata di rughe di Mary Ann, arruffati capelli rossi e ricci e occhi azzurri a tradire l'origine irlandese. La vedi indossare sempre una tuta blu da meccanico, Mary Ann, e di femminile le è rimasto ben poco mentre passa da un piano all'altro della nave con la chiave inglese che spunta da un tascone.

A casa Mary Ann ha lasciato un ex marito che la picchiava e problemi con l'alcol. La sua vita ora è sul mare. E' il mare. La sua famiglia, l'equipaggio della Peary.

E chissà che passato ha la brusca signora responsabile della sala mensa, capelli cortissimi bianchi e pelle nera, che noi giornalisti italiani abbiamo ribattezzato "Sofia" per sfotterla bonariamente. Ha il piglio di un generale di fanteria e ti dà ordini con un inconfondibile accento "sudista". Guai a sgarrare con lei di un solo minuto sugli orari, ma se vede che sei vittima di un malessere e di un'influenza poco curata, si assicura che tu abbia mangiato frutta e bevuto in abbondanza. "Don't forget your fruit, dear", mi dice. Un po' di affetto che non destina ai colleghi maschi.

La maggior parte del personale civile della Peary è di colore: gente a cui il vento e la salsedine non hanno tolto i tanti chili di troppo e la voglia di scherzare. Gente che sulla porta della propria cabina ci tiene a far sapere di essere un fan sfegatato di questa o quella squadra di basket, baseball o football americano.

Chi non è nero, è giallo. Come il tenente Josh, destinato a trasbordare sulla Kirsage, la più grande nave da guerra a stelle e strisce attualmente impiegata in Odyssey Dawn: un mezzo anfibio d’assalto che ospita circa 2000 marine, diversi aerei ed elicotteri. E, naturalmente, missili in abbondanza. Ha il faccino pulito, fresco, il tenente Josh. Sembra appena uscito dal college o da una “surfata” a largo di Venice Beach. E’ di Los Angeles, la parte “buona” della California, ci tiene a precisare, prendendo le distanze dal Nord e da San Francisco. La maggior parte degli americani di origine asiatica presenti sulla nave sono del Golden State, Stato che un tempo non conosceva crisi.

Si respira un clima sereno, sulla Peary, e probabilmente non scherza il capitano John Little quando dice che è più difficile governare una famiglia con cinque figli (avuti da due matrimoni), che una nave con centinaia di persone a bordo.

Ma il personaggio forse più bello è il sergente dell’aeronautica Thomas Strawter, salito sulla Peary per fare fotografie con uno di quei team che in gergo militare vengono chiamati “combat camera”. Ha 24 anni, Tommy, un viso pallido e smunto, qualche brufolo e punto nero qua e là. Gli occhi verdi e dolci sono protetti da grosse lenti che gli conferiscono un’aria tra il secchione e il bravo ragazzo. Il sergente Strawter è “un single dad”, diventato papà ancora ragazzino. I suoi figli, Scott e Steven hanno 7 e 6 anni. Un rapido calcolo su quando abbia cominciato a prendere decisioni da uomo mette i brividi. L’ha sposata, la compagna di scuola dell’Oklahoma, ma il matrimonio è durato ben poco. L’ex moglie ha di nuovo detto sì con un sottoufficiale dell’aeronautica a distanza di sei mesi dal divorzio ed è subito rimasta incinta. Quando deve partire, Tommy lascia ai figli alle mogli di commilitoni, perché le “forze armate sono un po’ come una grande famiglia”. Ora non vede l’ora di tornare da loro, che lo aspettano in una base americana nel sud dell’Inghilterra. Ha promesso di tornare in tempo per il campo scout in Normandia. “Ho scelto l’aeronautica per avere un po’ più di stabilità rispetto all’esercito”, spiega. E sicuramente l’ha scelta per mantenere sé e i suoi figli. Ora punta a laurearsi per corrispondenza. All’insegnante a cui doveva consegnare un saggio ha scritto una mail “ Sorry, I’m about to deploy”, “Mi scusi, sto per partire in missione”. La donna ha capito senza battere ciglio: “Che dio benedica te, e l’America”.

SkyTG24 a bordo della Kirsage: IL VIDEO



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