Libia, i ribelli: “Per Gheddafi è l’inizio della fine”

1' di lettura

La defezione del fedelissimo del raìs Mussa Kussa ha risollevato gli insorti. Si combatte attorno all'importante porto petrolifero di Brega. Intanto la Nato apre un’indagine sulle vittime civili

Guarda anche:
SPECIALE: Dalle proteste di piazza alla guerra in Libia
Tutte le NEWS e le FOTO
Libia, le parole chiave della guerra
Effetto domino nel Mediterraneo. Chi resta in piedi e chi no: LE FOTO

(in fondo all'articolo tutti i video sulla Libia)

Gli insorti libici si preparano a sferrare un nuovo attacco contro l'esercito di Muammar Gheddafi, che da tre giorni ha ripreso la sua progressione verso est. La notizia della defezione del ministro degli Esteri libico Mussa Kussa, che si è rifugiato in Gran Bretagna, ha risollevato i ribelli, costretti da martedì a cedere posizione di fronte agli assalti dei governativi, malgrado l'appoggio aereo della coalizione occidentale. "E' l'inizio della fine per il regime di Gheddafi", ha detto Mustafa Gheriani, il portavoce degli insorti a Bengasi, capitale della Cirenaica ed epicentro della rivolta. Scontri tra i ribelli e le truppe di Gheddafi sono in corso a Brega, importante porto petrolifero.
Secondo il capo di stato maggiore Usa, tuttavia, il raìs e i suoi uomini non sono all'ultimo stadio. "Abbiamo ridotto significativamente le sue capacità militari. Abbiamo ridotto le sue forse del 20-25%. Questo non significa che sia vicino alla fine dal punto di vista militare", ha detto l'ammiraglio Mike Mullen. Le forze dei ribelli, che hanno ripiegato vicino a Brega, prevedono di riprendere la loro marcia verso ovest. "Ci saranno ancora raid aerei e noi avanzeremo", ha detto Muneim Mustafa, un combattente armato di fucile AK-47.

Armi ai ribelli - Mentre a Washington, Parigi e Londra si evoca l'idea di rifornire di armi i ribelli, responsabili americani hanno detto che il presidente Barack Obama ha autorizzato la Cia a compiere operazioni clandestine in appoggio agli insorti. Secondo gli esperti, membri delle forze speciali sarebbero già sul terreno per aiutare gli aerei alleati a localizzare e colpire gli obiettivi. Il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, non ha voluto commentare le attività della Cia, assicurando che "stivali" americani non stanno calpestando il suolo libico. A Parigi il ministro della Difesa, Gérard Longuet, ha detto che la Francia non ha truppe sul terreno e ha aggiunto che "non è all'ordine del giorno" la consegna di armi ai ribelli.

Guardian: emissario di Gheddafi arrivato a Londra - E all'indomani della defezione di Mussa Kussa che si è rifugiato a Londra, Muammar Gheddafi avrebbe inviato uno dei suoi emissari più fidati per colloqui riservati con le autorità  britanniche. La notizia è riportata dal Guardian. Si tratta di Mohammed Ismail, un importante collaboratore del figlio del  colonnello Saif al Islam, che si sarebbe recato negli ultimi giorni nella capitale britannica, secondo quanto confermano fonti governative britanniche. 

La Nato: inchiesta sulle vittime civili - La Nato, intanto, dal 31 marzo è al comando delle operazioni militari in Libia. Ma il suo primo annuncio è stato quello di un'indagine su 40 vittime che i raid aerei della coalizione, secondo la denuncia di un vescovo, avrebbero fatto a Tripoli.

Leggi tutto