Nucleare, tutte le centrali del mondo a portata di click

I reattori del mondo in una mappa.
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Un giornalista di Nature ha creato mappa mondiale dei reattori, ottenuta mescolando Google Earth e i dati dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Con foto, dati e link alle notizie più recenti

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di Carola Frediani


Mentre l'allarme nucleare in Giappone continua a essere alto, i livelli di radioattività crescono e il governo ha annunciato lo smantellamento della centrale di Fukushima Daiichi, ci si interroga – anche in Italia -  se e come gestire l'energia dell'atomo. E qualcuno ha pensato di sviluppare uno strumento in più per informarsi.

Il giornalista scientifico Declan Butler, sul sito della rivista Nature, ha infatti creato una mappa globale delle centrali nucleari, utilizzando Google Earth e i dati dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA).

In questo modo gli utenti possono esplorare dall'alto i cinque continenti e vedere dove si concentrano le centrali, verificandone il tipo, la potenza, la longevità e altre caratteristiche. Gli impianti sono raffigurati sotto forma di pallini di vario colore, a seconda della tecnologia utilizzata nella centrale. Le dimensioni dei cerchi sono proporzionali alla produzione di elettricità in megawatt (MW). Se si fa una zoommata e si clicca su un dato impianto, il pallino si divide in altri più piccoli, che rappresentano i diversi reattori; e cliccando ancora sul singolo cerchietto si apre una finestra con alcuni dati, foto e link alle notizie più recenti che lo riguardano. Insomma, un'anatomia della produzione nucleare mondiale molto dettagliata.

A livello globale sono 442 i reattori nucleari in funzione, per una capacità installata di circa 375 gigawatt (GW). Il più grande impianto al mondo si trova proprio in Giappone, sulla costa opposta di quello di Fukushima. La centrale di Kashiwazaki-Kariwa (ripresa anche all'interno in questo video), costruita nel 1989, ha infatti una potenza di 7965 MW. Gestita dalla Tepco, la stessa società che controlla i reattori di Fukushima danneggiati dallo tsunami, ha avuto dei seri problemi nel 2007, quando un terremoto aveva paralizzato l'impianto facendo fuoriuscire delle radiazioni.

Volando sopra il globo con la mappa si può facilmente vedere, con un colpo d'occhio, che l'energia nucleare a scopi civili è quasi sconosciuta nel Continente nero (un impianto in Sudafrica) e in Sud America (pochissime le centrali, divise tra Brasile e Argentina). Mentre pullulano reattori in Giappone, Corea del Sud e costa cinese, in Europa occidentale e negli Stati Uniti, specie sulla costa orientale. Se poi si decide di zoommare vicino a casa nostra, non lontano dai confini dell'Italia, si può esplorare l'impianto di Tricastin, a nord di Marsiglia: 4 reattori ad acqua pressurizzata, costruiti negli anni '70, per una potenza di 915 MW.  Nel 2008 dell'acqua contaminata con uranio ne fuoriuscì accidentalmente, riversandosi nei fiumi locali. Mentre se si va più a nord, si trova, tra gli altri, l'inpianto di Gravelines, situato tra Calias e Dunkirk: 6 reattori che l'anno scorso hanno prodotto un terawatt all'ora di elettricità, e che negli ultimi 5 anni hanno avuto diversi incidenti di livello 1, oltre a una evacuazione d'emergenza nel 2009. In Francia le 19 centrali nucleari – e i loro 58 reattori - producono il 78 per cento dell'elettricità nazionale.
Oppure si può ancora analizzare la centrale di Krsko, in Slovenia, a 150 km da Trieste, e costruita nel 1975. Dove, proprio nei giorni scorsi, si sono verificati due guasti che hanno portato a un blocco automatico del sistema. Ma le autorità slovene hanno rassicurato: nessun pericolo.

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