Fukushima: radiazioni fuori controllo. E la Tepco si scusa

Fukushima
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I tecnici che lavoravano al reattore numero 2 della centrale giapponese sono stati evacuati perché è stata rilevata una radioattività 10 milioni di volte superiore al normale. Ma la società che gestisce l’impianto spiega: “Errore nell'analisi”. SPECIALE

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Un improvviso allarme per livelli di radioattività mostruosi ha provocato domenica 27 marzo l'improvvisa evacuazione dal reattore n.2 di Fukushima dei tecnici che da giorni cercano di riportare la centrale sotto controllo: un livello 10 milioni di volte superiore alla norma. Un allarme solo parzialmente superato ore dopo quando, in piena notte, la vicenda è diventata un nuovo infortunio della Tepco: il gestore dell'impianto nucleare di Fukushima si è dovuto correggere, spiegando che i livelli di radiazioni al reattore n.2, che hanno costretto i tecnici all'evacuazione, sono pari "solo" a 100.000 volte quelli normalmente osservati e non a 10 milioni.

La correzione, dopo un allarme che ha fatto il giro del mondo per la gravità, non migliora il quadro della situazione perché la quantità, accertata dopo un supplemento di analisi voluto dall'Agenzia sulla sicurezza nucleare, è dannosa e letale per la salute. Il vicepresidente dell'utility, Sakae Muto, ha spiegato che l'errore è dovuto a elementi radioattivi diversi combinati durante le analisi dei campioni prelevati, ad esempio, mettendo insieme "iodio-134 e cobalto-56". La radioattività al reattore n.3 era di 400 millisievert/ora, sotto quelli del n.2 schizzati a oltre 1.000. Per intendere la pericolosità dei numeri, l'esposizione a 1.000 millisievert/ora potrebbe portare alla diminuzione del numero di linfociti - un tipo di globuli bianchi - in appena 30 minuti: la metà dei soggetti irradiati potrebbe morire entro i 30 giorni dopo una esposizione di appena 4 ore.

Mentre gli sforzi per la messa in sicurezza delle struttura incontrano ostacoli imprevisti (da ultimo il deposito di acqua contaminata nelle sale sotto le turbine e in altri piani interrati), la radioattività in mare di fronte alla centrale nucleare danneggiata pesantemente dal sisma/tsunami dell'11 marzo è salita a 1.850 volte oltre i livelli di norma, secondo le ultime misurazioni disponibili.
L'Agenzia per la sicurezza nucleare, che solo il 26 marzo aveva rilevato una presenza di iodio-131 in acqua 1.250 volte sopra il normale, ha però ribadito che non ci sono rischi per la salute dell'uomo. La situazione di crisi a Fukushima, tuttavia, potrebbe durare settimane o mesi.

L'allarme lo ha lanciato il direttore dell' Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea, che fa capo all'Onu), il giapponese Yukiya Amano, in un'intervista al New York Times. Amano ha spiegato che le autorità nipponiche non sanno ancora con certezza se i noccioli dei reattori e il combustibile nucleare esausto sono ricoperti dall'acqua necessaria per il loro raffreddamento. In più, i tecnici hanno riscontrato alti tassi di radioattività in mare, vicino alla centrale, il che fa temere che uno o più reattori non abbia più una tenuta stagna: tuttavia, Amano ha detto di vedere "segni positivi" nel parziale ristabilimento dell'energia elettrica della centrale, ma ha auspicato "più sforzi per porre fine all'incidente" e raggiungere la messa in sicurezza.

La qualità dell'aria del centro di Tokyo, dove domenica 27 marzo è andata in scena una manifestazione contro il nucleare, ha avuto un ulteriore miglioramento, mentre l'acqua della città è rimasta entro i limiti ammissibili per i neonati. L'esecutivo del premier Naoto Kan ha deciso di ricorrere al Wto per evitare il blocco di cibo e altri generi annunciati da molti Paesi a causa del rischio radioazioni. "La priorità è ora risolvere l'emergenza di Fukushima, poi si dovrà fare una revisione ad ampio raggio sul nucleare", ha detto all'ANSA una fonte del governo di Tokyo. Il riferimento, in particolare, è a ruolo e poteri dell'Authority sul nucleare, e ai suoi rapporti con gli operatori del settore, tra cui, vista l'attuale sovraesposizione, la Tepco. Nel mirino, comportamento e misure non sempre chiari e appropriati messi in campo dalla prima utility del Sol Levante. Proprio con la compagnia, la stessa fonte ha ammesso che "ci sono state delle incomprensioni".

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