Siria, scontro a fuoco a Latakia. Interviene l'esercito

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Nella città a nord ovest di Damasco i cecchini sparano sui civili: vittime e feriti. A Deraa, dopo gli inviti su Facebook a una "rivolta popolare", centinaia di manifestanti in piazza. Fonti mediche: oltre 150 morti in una settimana. IL VIDEO

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Continua ad essere altissima la tensione in Siria, dopo gli scontri di venerdì in diverse città (GUARDA I VIDEO DELLA RIVOLTA). A Deraa, 100 km a sud di Damasco, città frontaliera con la Giordania divenuta da una settimana il fulcro della sfida al regime di Bashar al-Assad, centinaia di persone si sono riunite per l'ennesima giornata di proteste nella piazza principale della città siriana, scandendo slogan inneggianti alla libertà. Le forze di sicurezza siriane hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. In un villaggio vicino, Tafas, sono stati dati a fuoco il quartier generale del partito di governo, Baath, e un commissariato, nel corso dei funerali di un manifestante ucciso venerdì.
Ma è Latakia, principale porto siriano a nord-ovest di Damasco e capoluogo della regione alawita da cui proviene la famiglia presidenziale al Assad, la città dove la protesta è finita nel sangue.

Scontro a fuoco a Latakia - Intorno alle 21 locali (ore 20 in Italia) del 26 marzo l'esercito regolare siriano è entrato in "modo massiccio" nella città di Latakia, 350 km a nord-ovest di Damasco, teatro dell'uccisione di almeno quattro persone da parte di non meglio precisati cecchini che dai tetti hanno aperto il fuoco contro la gente, i cittadini e le forze di sicurezza. Lo riferisce un giornalista siriano da Latakia, interpellato dal canale in arabo della Bbc.
A differenza di quanto finora successo nel sud della Siria, dove i militari sono rimasti ai margini delle città e dei villaggi investiti dalle proteste senza precedenti, l'esercito è entrato nel centro cittadino "per riportare l'ordine".

"Rivolta popolare": l'appello su Facebook - Un appello a una "rivolta popolare" oggi in tutte le province siriane è partito da Facebook, all'indomani delle manifestazioni represse ieri nel sangue nelle principali città del paese, soprattutto nel sud. "Oggi, sabato, rivolta popolare in tutti i governatorati siriani", è scritto nel testo, che contiene un'espressione popolare araba intraducibile impiegata dagli insorti siriani che lottarono contro il mandato francese e ripreso in una celebre serie televisiva in onda in questi giorni nel Paese. Secondo un dirigente siriano, nelle dimostrazioni antiregime venerdì 25 marzo hanno perso la vita 13 persone, ma il bilancio delle organizzazioni per la tutela dei diritti umani parla di almeno 25 morti. Nello Yemen, intanto, il ministro degli Esteri auspica un accordo sulla transizione dei poteri. 

Le vittime delle proteste - Nel corso dell'ultima settimana, secondo le stime di Amnesty International, le persone rimaste uccise nelle proteste anti-regime che si susseguono nella città di Deraa sarebbero almeno 55. L'associazione per i diritti umani, inoltre, sottolinea come nello stesso giorno in cui il governo siriano si impegnava ad avviare un'inchiesta sulle violenze, le forze dell'ordine governative effettuavano una serie di arresti e aprivano il fuoco sui dimostranti.
Secondo le fonti mediche di Daraa, però, le persone uccise negli ultimi sette giorni nel sud della Siria sarebbero più di 150 persone.
Intanto, secondo l'osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra, il regime di Damasco avrebbe liberato 200 prigionieri politici. Il governo siriano afferma però di non avere informazioni sul rilascio dei detenuti. "Non ne so nulla e credo che le cifre riguardanti questo tipo di detenuti siano esagerate", ha affermato Buthayna Shaaban, consigliere del presidente siriano Bashar al Assad, intervistata dal canale tv della Bbc in lingua araba.

La Farnesina invita alla cautela - La Farnesina raccomanda la cautela per coloro che intraprendono un viaggio in Siria. E li invita a tenersi costantemente aggiornati sull'evoluzione della situazione, segnalando la propria presenza nel paese all'Ambasciata a Damasco (oltre l'iscrizione al sito dovesiamonelmondo.it).
In un aggiornamento, pubblicato sul sito 'viaggiaresicuri', il ministero degli Esteri spiega infatti che "in ragione degli eventi occorsi in questa settimana e nella giornata di ieri in particolare a Damasco, a Daraa e in altre località del Paese, nonché del possibile ripetersi di manifestazioni sul territorio, si raccomanda ai visitatori ogni possibile cautela nell'intraprendere il viaggio in Siria".

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