Odissea all'alba: è guerra contro la Libia

Uno dei 112 missili Tomahawk lanciati sulla Libia dalle navi Usa
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L'operazione militare con l'ok dell'Onu con raid aerei di Francia e Inghilterra e missili Usa: distrutti tank dell'esercito fedele a Gheddafi. I ribelli esultano. Il colonnello: Colpiremo il Mediterraneo. Polemiche in Italia. SPECIALE, FOTO E VIDEO

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Alle 17:45 ora italiana sono iniziate le operazioni militari aeree del cosiddetto "gruppo dei volenterosi": la coalizione guidata dai francesi ha compiuto i primi attacchi contro le forze libiche leali a Muammar Gheddafi, in una zona di 100-150 chilometri intorno a Bengasi, bastione dei rivoltosi nell'est del Paese (la notizia sulle prime pagine dei siti europei). Diversi carri armati libici sono stati colpiti e distrutti. Ma secondo la tv di stato un aereo francese sarebbe stato abbattuto.
In serata sono stati lanciati 110 missili cruise dalle navi Usa contro 20 obiettivi strategici per quella che è stata definita operazione "Odissea all'alba" (GUARDA LA CONFERENZA STAMPA DAL PENTAGONO). Anche le forze britanniche sono entrate in azione (GUARDA IL MESSAGGIO DI DAVID CAMERON). La reazione del colonnello è arrivata con un messaggio audio trasmesso dalla tv di Stato: "Come rappresaglia attaccheremo obiettivi civili e militari nel Mediterraneo", ha detto il Rais (IL VIDEO).

Appena appresa la notizia dell'attacco, dal maxi schermo che trasmette 24 ore al giorno Al Jazeera, è esplosa la festa in piazza Tahrir, a Tobruk. Festeggiamenti anche a Bengasi dove i ribelli hanno sparato colpi di mitra contro cartelloni raffiguranti Gheddafi (GUARDA IL VIDEO).

La reazione della comunità internazionale agli ultimi bombardamenti del rais sulla roccaforte degli insorti, è scattata poco dopo il summit francese. Obiettivo condiviso: proteggere i civili dopo la risoluzione approvata al Palazzo di vetro. Lo aveva preannunciato lo stesso Nicolas Sarkozy durante una conferenza stampa tenuta nel primo pomeriggio di oggi: "Useremo tutti i mezzi, anche militari, per fare eseguire la risoluzione".

"Abbattuto un aereo francese" - La tv di stato libica ha affermato che un aereo francese è stato abbattuto nella regione di Tripoli. Una notizia smentita dal governo francese.
Intanto l'agenzia di stampa Jana sostiene che vittime civili vengono portate d'urgenza in ospedale dalle ambulanze nella capitale libica Tripoli dopo che le forze occidentali hanno bombardato delle zone della città. Non è possibile verificare la notizia da una fonte indipendente. Subito dopo, la televisione di stato libica, ha riferito che il "nemico crociato", termine usato per definire l'Occidente, ha bombardato zone civili di diverse città, fra le quali la capitale Tripoli, Misurata, Sirte e Bengasi, aggiungendo che è stato colpito anche un ospedale nei sobborghi di Tripoli 8 (IL MESSAGGIO DEL PORTAVOCE DEL GOVERNO LIBICO).

L'Italia per ora concederà solo le basi aeree - I raid aerei vedranno impegnati in prima fila Parigi, Londra, Oslo e Ottawa. Non ci sarà la Germania, ma l'Italia farà la sua parte. Il premier Berlusconi, dopo aver assicurato che nessuna delle armi libiche è in grado di colpire il territorio italiano, ha proposto Napoli quale base per il coordinamento delle operazioni, aggiungendo che per il momento l'Italia si limiterà a disposizione le sue sette absi aeree. Ma in serata è arrivato l'attacco di Umberto Bossi: "Serve più cautela, altrimenti perdiamo petrolio e gas", ha detto il ministro delle Riforme accusando alcuni "ministri che parlano a vanvera".
A Trapani, intanto, sono stati rischierati i caccia Tornado dell'Aeronautica militare che potrebbero essere impiegati sulla Libia: si tratta dei Tornado ECR di Piacenza, specializzati nella distruzione delle difese missilistiche e radar, e dei Tornado IDS di Ghedi (Brescia), con capacità di attacco.
Sono stati disposti nella stessa base anche i caccia Eurofighter di stanza a Grosseto. Nella base di Trapani sono già schierati dei caccia F-16, aerei radar Awacs della Nato e aerei per il rifornimento in volo (GUARDA LE IMMAGINI DALL'AEROPORTO DI TRAPANI).

Clinton: "Porre fine alle violenze sui civili" - Sulla questione è tornato anche il governo americano. "Il consenso tra noi", ha detto Obama riferendosi a membri della coalizione, "è forte, ed è chiara la nostra determinazione. Il popolo libico deve essere protetto e, se non finiranno le violenze contro i civili, siamo pronti ad agire con urgenza". (GUARDA IL DISCORSO DI OBAMA).
"Gli Stati Uniti hanno capacità uniche e le useremo per aiutare i nostri alleati europei e canadesi al fine di  porre fine alle violenze contro i civili libici e per l'attuazione  effettiva della no-fly zone", ha detto invece il segretario di Stato Hillary Clinton
(GUARDA I VIDEO 1/2).

L'esercito di Gheddafi attacca Bengasi - Questa mattina il regime ha attaccato via terra e con raid aerei la città di Bengasi, impiegando carri armati, artiglieria pesante e lanciamissili e bombardando persino il campo della Croce Rossa, nonostante l'annuncio del cessate il fuoco delle ore scorse. Più di 20 persone sarebbero rimaste uccise e moltissime altre ferite.
Un aereo dei lealisti è stato abbattuto della contraerea dei ribelli,  come mostrano le immagini diffuse da Sky News (guarda il video).
Attaccata anche la città di Zenten, mentre cecchini del rais sono azione anche a Misurata.

Le minacce di Gheddafi -
Gheddafi aveva minacciato Francia e Gran Bretagna, primi promotori dell'attacco. "Se intervenite nel nostro paese ve ne pentirete" ha detto un portavoce del rais. "Ho tutti i libici dalla mia parte - ha detto ancora il portavoce riferendo le parole del Colonnello - sono pronti a morire per me, uomini donne e bambini".
Il rais ha anche inviato una lettera a Obama: "Che fareste voi se Al Qaida attaccasse le città americane?".

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