I cinguettii della rivoluzione egiziana diventano un libro

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Un volume che raccoglie i messaggi Twitter da Piazza Tahrir; un documentario che assembla le testimonianze online dell'onda verde iraniana. I social network si reincarnano nei vecchi media

di Carola Frediani

Non sarà stato solo Twitter ad alimentare le rivoluzioni nordafricane ma di sicuro il sito di microblogging ha saputo raccontarle in presa diretta con un'immediatezza che i media tradizionali non sono in grado di eguagliare. Tanto che ora qualcuno ha deciso di fissare sulla carta quei cinguettii di rivolta e libertà, quanto meno per quel che riguarda l'Egitto. Uscirà infatti il 21 aprile, edito dalla OR Books, Tweets From Tahrir, il racconto delle manifestazioni che, dopo aver invaso la piazza centrale del Cairo, hanno portato alla cacciata del presidente Hosni Mubarak. Tutto rigorosamente a blocchi di 140 caratteri.

Il volume infatti comprende esclusivamente i messaggi dei manifestanti postati tra gennaio e febbraio, ovvero nel pieno delle dimostrazioni. A curare la raccolta due attivisti, Nadia Idle e Alex Nunns, che hanno proposto l'idea del libro alla casa editrice. “All'inizio ero piuttosto scettico – commenta al New York Times Colin Robinson, responsabile della OR Books – perché pensavo che il materiale sarebbe stato molto frammentario. Invece alla fine dà una rappresentazione molto coerente di quello che stava accadendo”.

Un mosaico fatto dai tanti giornalisti-cittadini (o cittadini-gionalisti) che riferivano online quanto vedevano o provavano in tempo reale. Con frasi anche molto drammatiche. “Siamo a un momento critico. La controrivoluzione sta reagendo con tutta la sua potenza. Se non vinciamo raccoglierete i nostri corpi dalle pattumiere”, scriveva ad esempio @3arabawy, riferendosi alle forze governative mobilitate in piazza il 2 febbraio. O ancora, come pubblica il 25 gennaio TravellerWMohamed: “La polizia ci tira addosso le pietre mentre noi alziamo le braccia. Noi siamo indifesi, loro armati dalla testa ai piedi. Noi siamo forti, loro deboli”.

L'idea di fissare in un “instant book” il magma ancora rovente prodotto dalle rivoluzioni nordafricane sui social media l'aveva già avuta anche una piccola casa editrice italiana, Quintadicopertina, che insieme a Voci Globali recentemente ha pubblicato un libro elettronico sulla rivolta del Gelsomino in Tunisia. “Settanta chilometri dall'Italia” ripercorre gli eventi che hanno portato alla caduta di Ben Ali attraverso le testimonianze online dei tunisini.

Ma a traslare Twitter e blog su altre piattaforme ci ha provato anche Ali Samadi Ahadi, il regista di The Green Wave, un documentario sul movimento verde iraniano violentemente represso nell'estate 2009. In questo caso le storie raccontate sono tratte da articoli pubblicati sui blog e illustrate attraverso i dialoghi di due attori, i filmati realizzati coi telefonini dai manifestanti, e le animazioni in stile graphic novel usate per mostrare situazioni su cui non ci sono immagini. In pratica si tratta di un collage crossmediale di testimonianze in prima persona, dove si alternano riprese delle proteste, messaggi postati su Twitter, interviste con esperti come l'attivista premio Nobel per la pace Shirin Ebadi o il professore di diritto Payam Akhavan, e disegni. Il documentario è stato già presentato al Sundance e all'Human Rights Watch Film Festival.

Guarda il trailer di The Green Wave



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