Giappone, per la Ue "la situazione è fuori controllo"

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Altre esplosioni e incendi nella centrale nucleare di Fukushima. Livelli anomali di radioattività anche a Tokyo: evacuazione per 30 km. Il commissario europeo per l'Energia: "Si rischia un'apocalisse". VIDEO, FOTO, SPECIALE e TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

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La crisi nucleare del Giappone ha sfiorato la catastrofe dopo due esplosioni e due incendi in due dei reattori della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, gravemente danneggiata dal doppio disastro del terremoto e dello tsunami che ne è seguito, venerdì scorso. La notizia che un' esplosione provocata da una fuga di idrogeno si era verificata nel reattore 2 ha colto il Giappone di sorpresa, all'alba di martedì 15 marzo. Poco dopo, in un drammatico discorso alla Nazione teletrasmesso, il premier Naoto Kan ha chiesto ai cittadini di "mantenere la calma", anche se i rischi di nuove complicazioni, che potrebbero minacciare una vasta parte del Paese inclusa la capitale Tokyo, un gigantesco agglomerato urbano di 35 milioni di persone che si trova 240 chilometri a sud della centrale, è "molto alto". E da Bruxelles il commissario europeo per l'Energia Gunther Oettinger avverte che "si parla di apocalisse e credo che la parola sia particolarmente ben scelta".
Intanto sale il bilancio delle vittime. Secondo le ultime cifre ufficiali i morti sarebbero almeno 3.373 mentre i dispersi sono oltre 7.500. Ma il bilancio potrebbe aggravarsi perché migliaia di persone mancano all'appello nelle province piu' colpite (nel video in alto il reportage dell'inviato di SkyTG24 a Kesennuma). Continuano anche le scosse. Nel primo pomeriggio del 15 marzo si è registrata una nuova scossa di terremoto di magnitudo 6.2.
E la giornata nera si estende anche alla finanza: la Borsa nipponica è precipitata giù con il Nikkei che ha chiuso a -10,55% ma che in corso di seduta era caduto fino a -14. Per sostenere i listini, il governo di Tokyo potrebbe intervenire direttamente sul mercato comprando delle azioni.

Le esplosioni nella centrale nucleare - Due le esplosioni verificatesi martedì 15 marzo: la prima nel reattore numero due, l'altra nel reattore numero quattro, dove si è poi sviluppato un incendio, estinto solo dopo qualche tempo. Benché il reattore numero quattro fosse fermo, secondo il portavoce del governo giapponese, Yukio Edano, "il combustibile nucleare spento si è surriscaldato, generando idrogeno e innescandone l'esplosione".  L'ente per la sicurezza nucleare giapponese ha riferito che l'esplosione di nel reattore 4 della centrale nucleare di Fukushima I ha provocato una crepa nel tetto dell'edificio-contenitore. Le dimensioni della fessura non sono state precisate. Inoltre, ha riferito la stessa fonte, due dipendenti che si trovavano nell'area-turbine del reattore 4 sono dispersi.
Sono dunque quattro su sei i reattori dell'impianto nei quali si sono verificati scoppi di ingenti proporzioni: altrettanto era infatti già avvenuto al numero uno e al numero tre, rispettivamente sabato 12 e lunedì 14 marzo.

L’incendio nel reattore 4 - Il premier Nato Kan aveva finito di parlare da poco, chiedendo ai cittadini di mantenere la calma, quando si è diffusa la seconda cattiva notizia della giornata: un incendio, anch'esso innescato da un'esplosione innescata dall'idrogeno, si era prodotto nel reattore 4, che fino a quel momento si riteneva non essere stato danneggiato dallo tsunami. Ci sono problemi di surriscaldamento anche con le vasche che contengono il combustibile nucleare 'usato' e per mantenerle al livello adeguato si sta pensando di usare anche gli elicotteri. Quattro dei sei reattori di Fukushima Daiichi risultano così danneggiati e, secondo gli esperti, la cosa migliore che può succedere è che la crisi si risolva in qualche modo - nessuno sa dire quale - e che vengano sepolti e dimenticati. In un segnale preoccupante, il portavoce del governo Yukio Edano ha affermato che anche i reattori 5 e 6 danno segni di surriscaldamento. Kan ha chiesto ai residenti in un raggio di 30 chilometri dalla centrale di rimanere al chiuso e di lavarsi spesso. In seguito, la televisione Nhk ha cominciato a trasmettere istruzioni dettagliate, tra cui quella di non stendere all'esterno i panni lavati, ma di lasciarli asciugare al chiuso.
Poi, nella serata del 15 marzo, un nuovo incendio si è sviluppato sempre al reattore n. 4 della centrale nucleare giapponese di Fukushima.

Livelli anomali di radioattività - In un succedersi di dichiarazioni il capo portavoce del governo giapponese Yukio Edano e di esponenti governativi e dell' industria nucleare è emerso che il livello di radioattività era insolitamente alto - 20 superiore al normale - in alcuni quartieri di Tokyo. La radioattività è scesa nelle ore successive ma questo non ha impedito a molti di lasciare la megalopoli, ad altri di fare incetta di beni di prima necessità. Non c' è stato panico ma la preoccupazione è aumentata quando l' Ambasciata di Francia ha messo in guardia i suoi cittadini residenti nella capitale, affermando che il vento stava spingendo la radioattività verso la capitale e che due linee aree, l' Air China e la Eva Airways taiwanese, hanno sospeso i loro voli su Tokyo. In seguito, la Lufthansa ha spostato i suoi voli da Tokyo a Nagoya e Osaka. Il governo ha poi affermato che i livelli di radioattività sono fortemente scesi nella centrale e l' Organizzazione meteorologica mondiale ha rilevato che i venti hanno cambiato direzione e stanno spingendo la radioattività sull'Oceano Pacifico.

Ue: "Un'apocalisse" -
La tragedia in Giappone è "un'apocalisse" dal momento che le autorità locali hanno praticamente perso il controllo della centrale di Fukushima. A evocare il peggio è stato il commissario Ue per l'Energia, Guenther Oettinger che, da Bruxelles dove è intervenuto al Parlamento europeo, non ha escluso "che si possano verificare altri incendi ed esplosioni nelle prossime ore. Oettinger, in contatto con l'Aiea sulla situazione degli impianti nel paese asiatico, ha tenuto martedì 15 marzo una riunione con i ministri dei 27 paesi dove ha avanzato una proposta approvata dagli altri paesi: procedere a "stress test" per verificare la sicurezza degli impianti nucleari europei.  I test, ha spiegato il commissario, saranno condotti su base "volontaria" perché non esistono norme Ue che consentano di renderli obbligatori a livello europeo, e che saranno condotti entro quest'anno. "Vogliamo che tutti gli impianti nucleari siano adeguati alla luce degli eventi giapponesi", ha aggiunto, auspicando di coinvolgere nella "messa in sicurezza" degli impianti anche i paesi vicini, Turchia, Russia e Svizzera.
Intanto qualche paese europeo ha già risposto all'allarme dell'Europa: la Germania ha annunciato di aver chiuso 7 impianti nucleari, tutti precedenti al 1980. La Francia ha detto che manterrà la sua politica energetica legata all'atomo anche se comunque "controllerà le sue centrali una ad una". La Svizzera ha annunciato di aver congelato alcune approvazioni relative a nuovi impianti e il dibattito si è aperto anche al Congresso Usa.
Per quanto riguarda l'Italia, che non possiede centrali nucleari come l'Austria, il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, ha affermato che è "inimmaginabile tornare indietro su un percorso già attivato".

L'ambasciatore italiano consiglia di lasciare Tokyo - "Chi non ha impellenze vere lasci Tokyo" per rientrare in Italia o almeno per spostarsi più a sud in Giappone. E' il consiglio ai connazionali che lancia l'ambasciatore italiano Vincenzo Petrone (intervistato da SkyTG24, guarda il video) secondo il quale al momento "non vi è un'emergenza acuta ma la situazione potrebbe cambiare nel giro delle prossime 48 ore" sia per l'aggravarsi del problema alla centrale di Fukushima che per mutamenti meteorologici, uno scenario che potrebbe far diventare serio e pericoloso il rischio di contaminazione da radiazioni anche nella capitale nipponica. "Prendersi qualche giorno lontano da Tokyo - afferma Petrone - è positivo e utile".

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