Giappone, si lotta per evitare una catastrofe nucleare

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Esplosioni e crolli nell'impianto di Fukushima. Il governo chiede aiuto agli Usa per raffreddare i reattori. E in Europa si riaccende il dibattito sul nucleare. La Germania spegne due impianti. FOTO E VIDEO

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A  tre giorni dal devastante terremoto che ha colpito il Giappone, mentre si continuano a contare le vittime e i danni dello tsunami, gli sforzi si concentrano soprattutto sul rischio nucleare e si lotta per evitare al mondo una nuova Chernobyl.
Ad aggravare la situazione ci sono stati anche un altro allarme tsunami, subito rientrato, e un'altra forte scossa di assestamento di magnitudo 6,2, avvertita anche a Tokyo. L'epicentro è stato individuato nella prefettura di Ibaraki, a circa cento chilometri dal centro della capitale giapponese.
Intanto, si continuano a contare le vittime. Secondo l'ultimo conteggio della polizia morti e dispersi in seguito al terremoto e allo tsunami sono almeno 5.000. Tuttavia, si ritiene che si tratti di un bilancio destinato ad aumentare e che quello finale supererà le diecimila vittime.

L'incidente - Due esplosioni, dopo quella di sabato 12 (GUARDA LE FOTO), si sono verificate lunedì 14 nell'impianto nucleare di Fukushima n.1 nel, nord est del Giappone. Lo scoppio ha fatto saltare una parte del tetto della gabbia di contenimento e, secondo i funzionari giapponesi, non avrebbe danneggiato il reattore. Stando alle fonti ufficiali le esplosioni sono state due in rapida successione (IL VIDEO DELL'ESPLOSIONE).
La deflagrazione ha causato il ferimento di una decina di persone una delle quali, investita da una forte quantità di radiazioni, è in condizioni gravi. E nel reattore n.2 le barre di combustibile nucleare sono totalmente esposte (leggi la scheda su cosa succede con la fusione del nucleo), cosa che - anche secondo la società che gestisce la centrale, la Tepco - impedisce di escludere il rischio di una fusione (GUARDA IL VIDEO SUI RISCHI DELLA FUSIONE). Ad aggravare la situazione ci sono stati anche un nuovo allarme tsunami, subito rientrato, e una nuove forte scossa di assestamento di magnitudo 6,2, alla quale secondo le previsioni ne seguiranno altre, avvertita anche a Tokyo. L'epicentro è stato individuato nella prefettura di Ibaraki, a circa cento chilometri dal centro della capitale giapponese.
E per fronteggiare l'emergenza radioattiva, il Giappone ha chiesto agli Stati Uniti aiuto per contribuire a raffreddare le centrali nucleari danneggiate. Lo ha reso noto la Us Nuclear Regulatory Commission, l'organo federale di controllo statunitense.

Effetto nucleare in Europa - Dopo quanto accaduto in Giappone, si riaccende il dibattito sul nucleare. In Italia, in vista del referendum del 12 giugno, si accentua la divisione tra favorevoli e contrari. "La linea non cambia" ha assicurato il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.

La Germania blocca il rinnovo delle centrali per tre mesi - Il cancelliere Angela Merkel ha annunciato una moratoria di tre mesi sulla decisione, già presa, di allungare la vita delle 17 centrali nucleari ancora in funzione nel Paese. "Seguiamo muti e sconvolti gli apocalittici eventi del Giappone", ha affermato il cancelliere in una conferenza stampa insieme al ministro degli Esteri, Guido Westerwelle. "Anche se i resoconti sono ancora contraddittori", ha spiegato la Merkel, "è fuori discussione che ci sono conseguenze che riguardano anche l'Europa e la Germania perché il mondo è uno solo". Il cancelliere tedesco ha ribadito che non è possibile rinunciare del tutto al nucleare, sia per ragioni economiche che per la difesa dell'ambiente, ma ha sottolineato che "l'esperienza ci ha insegnato che quello che sembrava impossibile è diventato realtà". "Se un Paese come il Giappone non riesce ad evitarlo", ha aggiunto, "questo cambia tutto anche in Europa e in Germania e per questo abbiamo deciso un riesame senza alcun tabù della sicurezza per le nostre centrali nucleari". E annuncia che gli impianti nucleari tedeschi più vecchi, che attualmente sono rimasti aperti solo in seguito alla decisione di prolungare la vita di tutte le centrali, chiuderanno subito.

Allarme dalla Francia - Che la situazione sia piuttosto grave viene sottolineato anche dalla Francia, dove il ministro per l'ambiente Nathalie Kosciusko-Morizet, ha dichiarato che la situazione nelle centrali nucleari colpite dal sisma in Giappone "è molto grave" e "il rischio di una grande catastrofe non può essere scartata". L'incidente è molto grave - ha spiegato il ministro francese - perché, secondo le nostre informazioni, è stato rilasciato del vapore radioattivo. Quello che bisogna evitare è che siano danneggiate le strutture di contenimento dei reattori colpiti. Se questo succederà, vorrà dire che a cedere sarà il cuore del reattore, e si entrerebbe in uno scenario da catastrofe".

Nave americana fugge per il livello delle radiazioni - Anche negli Usa, intanto, si iniziano a prendere precauzioni.
La portaerei americana "USS Ronald Reagan", infatti, ha sospeso l'attività di assistenza alle vittime del terremoto in Giappone e lasciato l'area in cui era stata dislocata dopo la misurazione di alti livelli di radioattività nell'atmosfera,  provenienti con ogni probabilità proprio dalla centrale di Fukushima. Il New York Times aveva denunciato che il personale della portaerei era stato esposto in una sola ora  alla quantità di radioattività considerata massima per un mese. Un  elicottero americano ha effettuato misurazioni, rilevando presenza di  cesio 137 e iodio 121 a cento chilometri dalla centrale, indicatori di contaminazione estesa.

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