"Mancano cibo e acqua": testimonianze dai luoghi del sisma

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I sopravvissuti fanno ora i conti con i danni del terremoto e dello tsunami che hanno colpito la zona nord-ovest del Giappone. Sono migliaia gli sfollati e i dispersi. IL VIDEO

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"Sono finalmente riuscita ad abbracciare mio nipote. Essere salvi è una cosa bellissima" racconta una donna scampata alla furia del sisma e dello tsunami che venerdì si sono abbattuti sul nord-ovest del Giappone. "Qui mancano cibo e acqua" dice invece un uomo. La sua voce è flebile, stanca, si guarda attorno e indica ciò che resta dopo la tragedia. Case divelte, macerie, distruzione. Le telecamere poi inquadrano i volti delle persone. Composti, ma segnati dal dolore. Guardano gli avvisi appesi alla bacheca allestita dalla Protezione civile. Cercano il nome di un familiare ancora disperso, con la speranza che anche lui sia riuscito a salvarsi.

E' ancora presto per fare un bilancio di quella che sempre più spesso viene definita un'apocalisse, ma la tv di stato e le forze di polizia riferiscono che nella sola prefettura di Miyagi le vittime potrebbero essere 10mila. Migliaia anche i dispersi.
A  Rikuzen Takata, una cittadina costiera di 25mila abitanti che risulta fra le più colpite, sono state distrutte almeno 5mila degli 8mila case dell'abitato. A Minami Soma, nella prefettura di Fukushima, le case distrutte sono 1800. Oltre 210mila persone sono state alloggiate nei centri di emergenza nel Giappone settentrionale e orientale, ma migliaia di altre sono rimaste senza tetto nella gelida temperatura invernale.

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