Il figlio di Gheddafi: "Non ci arrenderemo mai"

Il figlio del Colonnello Gheddafi, Saif Al-Islam
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Saif al-Islam davanti ai sostenitori del rais ha detto: "La Lega araba può andare all'inferno. Faremo fuggire i ribelli sulle navi britanniche che hanno attraccato a Bengasi". Londra commenta: "Ora la no-fly zone è più vicina"

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La Libia sta preparando un'azione militare su vasta scala per reprimere la ribellione contro il governo Gheddafi e non si arrenderà anche se nel conflitto dovessero intervenire potenze occidentali. Lo ha detto il figlio del leader libico Muammar Gheddafi Saif al-Islam in un'intervista a Reuters. Alla domanda sull'eventualità che il governo stia preparando una campagna militare, Saif al-Islam ha detto: "Il tempo è scaduto. E' il momento di agire. Abbiamo dato loro due settimane (per i negoziati)". Parlando con toni insolitamente duri, il figlio di Gheddafi ha detto che la Libia sconfiggerà i ribelli, anche se dovessero intervenire le potenze occidentali.

"Non ci arrenderemo mai. Questo è il nostro paese. Noi combattiamo qui in Libia", ha poi continuato il figlio di Gheddafi, spesso descritto come il volto della Libia più vicino all'Occidente. "Il popolo libico... noi non accoglieremo mai positivamente la Nato, non accoglieremo mai positivamente gli americani. La Libia non è una passeggiata". Saif al-Islam ha descritto i ribelli che vogliono porre fine al governo quarantennale di Gheddafi come terroristi e gangster armati e ha detto che migliaia di libici si sono offerti come volontari per combatterli. "Ora è troppo tardi per loro. Noi siamo così uniti, così forti. E la Libia sarà presto libera e pacifica", ha detto il figlio di Gheddafi in un edificio di Tripoli, mentre i sostenitori del rais intonavano slogan sullo sfondo.

Intervenendo poi ad un incontro del Comitato popolare giovanile di Tripoli Saif ha detto che "la Lega Araba può anche andare all'inferno". "Non abbiamo bisogno di nessuno" ha aggiunto il figlio del Colonnello, sottolineando che molti leader occidentali che oggi hanno sposato le ragioni della rivolta, "venivano a pietire i contratti con noi, in particolare Nicolas Sarkozy". Secondo Saif la rivolta è animata "dagli stessi che erano pronti a cantare per me e mio padre solo qualche giorno fa". "Quattromila volontari solo ieri si sono arruolati nell'esercito: vogliono marciare verso est per liberare i propri cari, ostaggio di queste bande di criminali. Vedo la vittoria chiaramente davanti ai miei occhi. Li faremo fuggire sulle navi britanniche che hanno attraccato a Bengasi", ha aggiunto concludendo con ironia "sempre che la regina d'Inghilterra non voglia mandare a combattere qui i soldati con la gonna". "Libereremo la Libia" ha poi assicurato il figlio del leader libico scatenando le grida di gioia del migliaio di giovani presenti.

Commentando queste dichiarazioni il ministro degli Esteri britannico William Hague ha sostenuto che ora la no-fly zone sulla Libia è "più vicina".  "Se ci dovessero essere bombardamenti su larga scala che il mondo puo' vedere e verificare su aree popolate della Libia questo rafforzerebbe la posizione di chi vuole la no-fly zone", ha detto Hague alla Bbc.

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