Libia, il regime parla di tregua. Ma gli scontri continuano

La bandiera dei rivoltosi libici - Immagine: Getty
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La tv di Stato annuncia che le forze del raìs hanno riconquistato molte città. In realtà numerose località, tra cui Misurata e Ras Lanuf, sono in mano ai ribelli. Il ministro Maroni: “Gli Usa si diano una calmata, non vogliamo un nuovo Afghanistan”

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Se la prima vittima di una guerra è la verità, quel che sta accadendo in Libia dimostra chiaramente questo assioma. La tv di Stato ha annunciato che le forze governative hanno conquistato Zawihiya e Misurata, rispettivamente a 30 km ovest e 200 km a est di Tripoli. Le truppe fedeli al colonnello, sempre secondo la televisione, hanno preso le città petrolifere di Ras Lanuf, al centro della costa, e Tobruk, verso il confine con l'Egitto. Messa a confronto con le corrispondenze degli inviati della stampa internazionale, la verità appare un'altra.  Ras Lanuf e Tobruk sono saldamente nelle mani dei rivoltosi. A confermarlo sono gli inviati della Bbc. "Sono nel centro della città petrolifera sotto il controllo delle forze di opposizione", scrive Nick Springate della tv britannica, "la raffineria, gli edifici, le strade sono totalmente controllate e le forze del Colonnello Gheddafi sono lontane dalla città almeno 50 chilometri".

La riconquista dei lealisti di Misurata e Zawiya è stata seccamente smentita sia dai rivoltosi sia dagli abitanti dei due centri. Su Misurata, Zawiyah e Ras Lanuf, però, è in corso una intensa controffensiva di Gheddafi, condotta via terra con l'artiglieria e dall'aria con elicotteri e caccia. Quanto a Bin Jawad, sono gli stessi ribelli ad affermare di essersi ritirati e di aver fissato "la linea difensiva a Ras Lanuf. A guidare l'attacco a Misurata è Khamis Gheddafi, uno dei figli del Colonnello, a capo delle forze di elite. In una conferenza stampa, il comandante dei ribelli Bashir Abudl Gadir ha rivendicato la conquista di Nawfaliyah, a una ottantina di chilometri da Sirte. Nawfaliyah si trova a ovest di Bin Jawad.

Sono stati uditi colpi d'arma di armi automatiche e artiglieria pesante a Tripoli, e in molti hanno pensato ad una ripresa degli scontri nella capitale, che dall'inizio della rivolta, il 17 febbraio, è saldamente nelle mani delle truppe del colonnello. Un portavoce del governo libico ha spiegato che gli spari sono dovuti ai festeggiamenti per le proclamate vittorie sul terreno delle truppe di Gheddafi. Nella capitale, però, scrive Peter Beaumont del Guardian, "c'è un largo dispiegamento di truppe e anche di rampe di lancio di missili BM -21 Grad".

Maroni: “Usa stiano calmi”
- “Vorremmo evitare che la Libia diventi davvero un nuovo Afghanistan, ma gli americani farebbero bene a darsi una calmata. Noi siamo qui, l'Europa è qui, è meglio dunque che ce ne occupiamo noi". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dal palco di una festa della Lega Nord a Bergamo. Maroni ha ricordato che "fino a qualche settimana fa in Europa dicevano che stavamo esagerando, ma anche gli Usa adesso dicono le nostre stesse cose", sul rischio di un nuovo Afghanistan nel Mediterraneo.

Gheddafi minaccia l'Europa
- Intanto arrivano le nuove minacce del Colonnello. Migliaia di immigrati dalla Libia invaderanno l'Europa e nessuno potrà fermarli. Lo ha detto Muammar Gheddafi Gheddafi in una intervista pubblicata da Le Journal du Dimanche. Il rais inoltre ha avanzato l'ipotesi, una volta che saranno cessate le violenze, del figlio Seif al-Islam come suo successore. Il leader libico ha ribadito la richiesta di una commissione di inchiesta delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana che si renda conto venendo sul posto di quanto sta veramente succedendo nel Paese.

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