Libia: al via la missione umanitaria italiana

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"Il team di ricognizione è già operativo al confine tunisino" dice a SkyTG24 il direttore generale della Cooperazione della Farnesina Elisabetta Belloni. Una nave con aiuti salperà stasera da Catania per Bengasi. Napolitano: "Gheddafi fermi l'esercito"

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Sono due le operazioni della missione umanitaria dell'Italia in Libia, e uomini della protezione civile e del ministero sono già operativi al confine tra Libia e Tunisia. Lo spiega, ospite in studio di SkyTG24 mattina, Elisabetta Belloni, direttore generale della Cooperazione del ministero degli Esteri.

"Uomini già sul posto" - "Una operazione riguarda Bengasi per offrire assistenza umanitaria alla popolazione libica: aiuti alimentari, equipaggiamento sanitario, potalizzatori per rendere l'acqua potabile, l'altra operazione sarà in Tunisia nel campo dell'Unhcr al confine con la Libia. Qui la missione è già partita e il team di ricognizione avanzata è operativo per verificare le necessità sul posto". "Temiamo che il flusso di profughi dalla Libia continui nelle prossime ore - spiega Belloni - al momento si tratta per il 70% di cittadini egiziani che vogliono tornare nel loro Paese e che l'Italia si impegna a rimpatriare". 

Per quanto riguarda l'altro capito della missione, "la nave con gli aiuti diretti a Bengasi partirà stasera dal porto di Catania" ha detto a Radio24 il ministro degli Esteri Franco Frattini : "Ci vorranno - ha spiegato - 30 ore di navigazione per arrivare al porto di Bengasi". "Sul versante tunisino, ha chiarito il ministro "il team della Farnesina e quello della Protezione civile sono già sul posto e stanno verificando dove montare le tende". Al confine tra Libia e Tunisia "abbiamo visto circa 90mila persone e sappiamo che in tutta la Libia ci sono almeno un milione e mezzo di non libici, che perdendo il lavoro non sanno dove andare", ha detto Frattini, concludendo: "non possiamo immaginare da dove potrebbero provenire altri flussi", per cui "dobbiamo essere pronti".

Napolitano: "Gheddafi fermi ogni azione militare"
- Intanto sulla crisi libica è intervenuto questa mattina, dal Consiglio sui diritti umani al palazzo dell'Onu a Ginevra, anche il presidente Giorgio Napolitano (guarda il video). "La violenza contro il popolo libico non può essere tollerata - ha detto il capo dello Stato -  il colonnello Gheddafi deve fermare ogni azione militare contro il suo stesso popolo".

Il presidente della Repubblica ha affrontato anche il nodo dell'emergenza immigrazione che potrebbe seguire alla crisi in Nord Africa: "La gestione della frontiera dell'Unione europea - ha detto - non può essere lasciata ai singoli Stati membri. Non è la frontiera di un paese è la frontiera dell'Europa".

Unhcr: "Gheddafi ostacola esodo profughi" - Intanto l'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) teme che si stia impedendo ai civili di fuggire dalla Libia verso la Tunisia, il che spiegherebbe perché il flusso di persone che attraversano la frontiera sia crollato da 10mila-15mila persone al giorno fino a meno di 2mila giovedì.

Le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno al momento il controllo del lato libico della zona al confine con la Tunisia "con uomini armati", ha spiegato da Ginevra la portavoce dell'agenzia Onu, Melissa Fleming. Secondo l'Unhcr, "se si riducesse il controllo militare alla frontiera e sulle strade potrebbe riprendere un enorme esodo". Sul lato tunisino, sono ancora 12.500 le persone in attesa di essere evacuate; ma secondo l'organismo Onu, "grazie alla rapida risposta" della comunità internazionale, si sono registrati "significativi passi in avanti nell'alleggerimento della congestione".

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